Le news dal Rally Il Ciocco: trofei monomarca sugli scudi

03/08/2013 10:53 am 1 comment

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Renault, Citroen e Suzuki saranno presenti con i Trofei Monomarca al 36° rally Il Ciocco e Valle Serchio, apertura del Campionato Italiano Rally, in programma dal 22 al 24 marzo prossimi. Mentre la macchina organizzativa lavora senza sosta, prosegue l’afflusso delle iscrizioni, aperte fino a venerdì 15 marzo. Attesa per la partenza dalla nota città di Forte dei Marmi, perla della Versilia e confermato lo shakedown a Camaiore, sul tracciato della prova Pedona. A Castelnuovo Garfagnana l’arrivo finale, mentre il Ciocco resta cuore pulsante dell’evento.

Novità di rilievo nel panorama dei Trofei Monomarca, che alcune importanti case automobilistiche istituiscono per i loro clienti “da rally”, ma anche con lo scopo di scoprire e lanciare qualche giovane speranza del rallismo di casa nostra, grazie a premi di valore e al sostegno a programmi sportivi.

Il Campionato Italiano Rally ospita, di norma, i Trofei Monomarca più seguiti anche da Aci Csai, con la Federazione particolarmente vicina alle iniziative rivolte ai giovani emergenti.

Sarà così il rally Il Ciocco e Valle del Serchio, giunto alla edizione numero 36, a dare il via d alcuni dei più importanti Trofei Monomarca, nel loro nuovo “look” 2013.

I TROFEI RENAULT, CITROEN E SUZUKI AL VIA AL RALLY DEL CIOCCO

Il titolo Cir Produzione, quest’anno, sarà riservato a vetture R3. Uno stimolo in più per i Trofeisti che sceglieranno le due serie monomarca di punta: il Trofeo Rally Clio R3 Produzione 2013, aperto alle collaudate New Clio aspirate, e il Citroen Racing Trophy Italia, alla sua terza stagione con le competitive DS3 R3 con motore turbo.

Entrambi i Trofei sono dotati di montepremi gara e finali di sicuro interesse, con un occhio particolare e premi dedicati di Citroen Italia per gli Under 23.

 

 



(c) RIPRODUZIONE RISERVATA

1 Comment

  • Veramente siamo fuori dal mondo. Fuori dalla realtà “reale”.
    Lo “Scatolificio” ha chiuso e mandato a casa circa un centinaio di persone (i dati ufficiali, forse non si sapranno mai. Italia docet).
    Il “Brico” ha preso fuoco e altre circa sessanta persone (tra dipendenti ed indotto, con annessi e connessi) è andata a casa.
    La “Metallurgica”, è bene farsene una ragione, è in profonda agonia. E noi sappiamo bene che l’”industria” ormai governata dalla “finanza” non ha pietà per coloro che nel tempo ne hanno fatto la grandezza.
    Si salvano soltanto i “padroni”.
    Purtroppo è solo una questione di tempo.
    L’ospedale,insieme a quello di Castelnuovo, badate bene, ha oramai le ore contate nonostante si tenti ancora di arrampicarsi sugli specchi.
    La “Valle del bello e del buono”, a finito per darsi, ancora una volta, la zappa sui piedi.
    La visione miope, gretta,”infingardamente” e consapevolmente voluta da personaggi, più o meno politici,più o meno amministratori delle realtà locali, ci porta oramai ad un punto di non ritorno.
    E noi, che siamo sempre stati succubi, anche con un certo orgoglio di “diversità”, di poteri più forti (leggi i Medici di Firenze, Il Vescovato di Pisa, ecc.) ora ci troviamo (anche per questa “diversità” “aristrocratica”) ora ci ritroviamo con “quattro p…e attaccate al c..o, sapendo bene anche chi c’e l’ha messe, noi cretini (eufemismo di altra parola)continuiamo a piangerci adosso senza reagire. Anche con veemenza.
    No. In una sitazione così “luttuosa” per l’economia di quei “poveracci” che abitano il nostro territorio, si pensa a buttare AL VENTO un sacco di soldi per puro “divertimento”.
    C’è un sacco di gente che non arriva a fine mese, e questi fanno le corse con le macchine.
    E’ proprio vero che il il mondo è alla rovescia.
    Date quei soldi ha che ne ha bisogno, e sono tanti, anche nella nostra zona, fate della solidarietà e dell’altruismo la corsa verso una cosa meno frivola.
    La corsa la farete quando ce la potremo permettere di nuovo.
    Un esempio di questo tipo, secondo me, porterebbe una maggiore pubblicità e credibilità al Ciocco.
    E farebbe capire che anche “i ricchi” o gli spreconi, qualche volta pensano “ai poveri” o ai disoccupati e compagnia.
    Una mia pia illusione?
    Purtroppo, penso, resterà tale.
    Giuseppe Luti

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