Votate e fate la nanna, cari bambini

01/31/2013 12:21 pm 3 comments

Pubblico l’articolo di apertura del Giornale di Castelnuovo Garfagnana in uscita.

Sarebbe da scriverci un libro. Di quelli cattivi su questa faccenda dell’ospedale unico della valle del Serchio. Certo è che le sensazioni che proviamo vanno dalla rabbia, allo sgomento, dall’incredulità alla voglia di fare una rivoluzione. L’intera vicenda però ha solo un punto oscuro. Tutto il resto – perdonate, ma non voglio scrivere che ve lo avevamo già detto – è noto e risaputo da tempo.
La Regione Toscana non riesce più, come molte altre realtà italiane, a gestire la Sanità. Per questo bisogna razionalizzare: in altri termini bisogna tagliare. E quindi il Santa Croce di Castelnuovo e il San Francesco di Barga vanno razionalizzati. Tutte chiare le intenzioni della Regione e dei suoi amministratori, ma con un buco nero. Il punto oscuro di tutta questa storia è che qualcosa ancora sfugge. E forse si tratta dell’intera verità che aleggia da tempo, ma che risulta forse impronunciabile. Mi riferisco alla totale e definitiva chiusura di entrambi gli ospedali senza la costruzione di nuove strutture.
Ogni tanto qualche piccola verità è emersa nel tempo. Ricordate le parole della Scaramuccia o le dichiarazioni di Rossi. Nessuno dei due ha mai detto chiaramente: “faremo l’ospedale nella valle del Serchio”. Anzi se pensate bene nessuno ha mai pronunciato chiaramente questa frase. Si è sempre parlato di studi, esigenze, possibilità, progetti preliminari, scelte, disposizioni, note, bilanci nazionali e bilanci regionali, disponibilità, interazioni con altre strutture eccetera, eccetera.
Insomma la cosa ormai è chiara anche agli occhi dei più ingenui. Firenze sta razionalizzando la sanità della regione con il rafforzamento di tre grandi poli che saranno Pisa, Firenze e Siena e alcuni ospedali provinciali (Lucca, Prato, Pistoia, Grosseto, Arezzo, Livorno, Massa). Tutto il resto ovviamente va chiuso perché accorpare significa dare anche migliori servizi in termini di qualità. E’ chiaro che un radiologo o un ecografista che ogni anno studia migliaia di casi con macchinari di ultima generazione è meglio di un tecnico in un punto periferico con eco vecchi e poca esperienza. E’ ovvio e tutto corretto quindi.
In questi due anni bisognava semplicemente dire ai cittadini: guardate qui non ci sono più soldi; dobbiamo razionalizzare, ma nel farlo faremo in maniera che la cura al cittadino migliori; quindi vi chiuderemo gli ospedali lasciando gli ambulatori e il pronto soccorso. Di fronte ad una patologia il vostro medico di famiglia vi prescriverà esami che potrete fare negli ambulatori sparsi per la provincia. Gli approfondimenti li potrete poi fare a Pisa. Per la specialistica o l’eccellenza – nei casi più gravi – invece il panorama diventa nazionale. Tutto chiaro fino a questo punto.
Ma – come diceva un vecchio conduttore televisivo – la domanda sorge spontanea: perché siamo arrivati al punto in cui siamo? Perché è stato deciso che la Conferenza dei Sindaci della valle doveva incaricare una commissione per dare pareri tecnici su due luoghi per poi annullare le scelte? Perché dopo il voto dei sindaci che hanno scelto Piano Pieve c’è stata la retromarcia della Regione con Marroni?
Perché nessuno si è assunto la responsabilità di dire chiaramente cosa sta accadendo? Siamo di fronte al buco nero che ha una sola spiegazione: non perdere elettori. Non ci sono altre alternative. Sì perché a Firenze (e non solo lì), se le scelte sono state prese, i conti qualcuno li ha fatti e ha ben capito che salire in valle e dire che bisognava chiudere tutto avrebbe significato perdere di colpo migliaia di voti. E visto che in questi anni prima abbiamo votato per le Regionali, poi per la Provincia, poi in alcuni comuni, qualcuno, forse, ha pensato bene di proseguire a scatti seguendo per altro anche la vecchia logica del divide et impera. Con l’unico risultato di sacrificare i sindaci. Sì perché pochi lo hanno notato ma quelli che sono scesi in campo – ovvero i sindaci con il loro voto – sono apparsi come capri espiatori e qualcuno in queste settimane si è bruciato il futuro combattendo una battaglia di retroguardia in difesa di altri.
Eppure mi viene da pensare che non siamo così stupidi e infantili in valle. Certo ci siamo cascati con mani e piedi, tutti, nella rinnovata – e molto “proficua” per qualcuno – battaglia tra Barga e Castelnuovo. Fa comodo a molti oggi far credere alla gente che sia tutto lì in uno scontro tra due campanili. Tra due ospedalini già per altro svuotati di molto. E allora la proposta di farlo a Mologno sarebbe anche un palliativo per i barghigiani che stanno per perdere la maternità e poi tutto il resto; e l’idea di tenere aperto – nel frattempo che verrà costruito quello nuovo a Mologno – l’ospedale di Castelnuovo è altrettanto placebo per i garfagnini. Tanto anche questo prima o poi verrà chiuso. Vedrete nelle prossime settimane si parlerà di questo perché guarda caso ci sono le elezioni e perdere i voti della Valle del Serchio significa perdere molto.
Marcello Pera quando scrisse che la Garfagnana era uno zoo antropologico non aveva tutti i torti. Se siamo stati così imbecilli da aver creduto che sarebbe bastato un voto democratico per avere migliore sanità ci siamo sbagliati di grosso. Del resto cosa sono 8 chilometri con la nuova viabilità tra Piano Pieve e Mologno. Non sono NULLA oggi 8 chilometri. Un’ambulanza li percorre in pochissimi minuti e certo che qualcuno forse (ma chi???) non aveva intenzione di “mediare” un accordo partendo da questo punto. Invece ancora una volta si è aperta la stupida, insensata, banale, inutile, frattura tra Castelnuovo e Barga; tra la Garfagnana e la Mediavalle, perché come diceva Giulio Cesare: “divide et impera”. In altre parole “fai in modo che i tuoi avversari, i tuoi nemici, non trovino mai un accordo perché uniti rischi che ti facciano la pelle”.
E’ chiaro che l’unità di Barga con Castelnuovo creerebbe molti, troppi, problemi. Siamo trattati come bambini e ci danno le caramelle per farci fare la nanna bravi e buoni nei nostri lettini. “Fate i bravi bambini” non litigate ci pensa mamma Firenze a sistemare le cose. Ci pensa mamma Firenze. Dormite bambini, dormite e fate i bravi. Al resto ci pensiamo noi, voi, cari bambini, dovete solo votare e fatelo bene sennò niente caramelle.

Andrea Giannasi



(c) RIPRODUZIONE RISERVATA

3 Comments

  • Votare è un diritto dovere.
    Solo il dovere è rimasto, perchè il diritto è quello che dice l’autore dell’articolo…dormite e fate i bravi. Chi votare l’abbiamo deciso noi (non noi…. loro) e chi sarà eletto pure.
    E comunque al dovere non posso sottrarmi. Non fosse per il dovere… che perdo a fare del tempo?

    Per questo sto pensando, seriamente, di presentarmi al presidente di seggio con un testo da fare mettere a verbale, da elaborare nei dettagli, del tipo…..

    ritengo leso ai sensi della Costituzione della Repubblica Italiana il mio diritto al voto non avendo la possibilità vera e reale di decidere chi siano i rappresentanti del popolo che nelle due Camere previste dalla Legge decideranno del mio futuro; questo perchè le norme, inferiori alla Costituzione, che regolano il voto permettono ai partiti di scegliere a posteriori (attraverso la candidatura in più circoscrizioni e le rinunce alla elezione) di far sedere in parlamento chi più piace ai dirigenti di partito.
    Contro la Costituzione ritengo sia anche la modalità di presentazione delle candidature che prevede diversi adempimenti per chi già è in parlamento e chi non lo è ancora.
    Chiedo che la Suprema Corte dei Conti voglia ritenere i costi della votazione a carico non dei cittadini inermi ma dei parlamentari uscenti e neo eletti.
    Che, i neo eletti, non saranno degni di rappresentare il popolo in quanto non eletti ma autonominatisi.

    Nei prossimi giorni lo elaborerò meglio e, se mi riesce, lo diffondo a livello nazionale.
    Cosa centra con la sanità?
    Tutto, perchè la sanità è gestita da questi soggetti autonominatisi rappresentanti nostri che, pur di continuare ad esserlo (e non nego che a volte possa essere anche scomodo, ma più spesso è un modo di apparire e di essere importanti agli occhi del mondo) sono disposti a prometterci il mondo intero ai nostri piedi salvo poi riuscire a dire che siamo stati noi a non volerlo.

    Fermiamo lo scempio della sanità, mettendo la Asl e la Regione con le spalle al muro: non è possibile da Albiano (di Minucciano) andare a partorire a Lucca…. non si arriva in tempo, se non si prenota l’albergo nei dintorni qualche mese prima!
    E non credo che la Asl metterà a disposizione strutture domiciliari, una volta tolti i nostri ospedali.

    Già: i NOSTRI ospedali, costruiti dal popolo, con i soldi del popolo e poi, misteriosamente, divenuti delle Asl (Aziende….. ca**o! Aziende, non strutture pubbliche: aziende che devono rendere… non fosse chiaro il concetto: AZIENDA=impresa=profitto Ente (o unità, il vecchio nome)=servizio=no profit=bene dei cittadini

    E se l’accesso alla valle rimanesse bloccato? Che so, visto i giorni passati, da una frana che un terremoto provoca a Rivangaio? Che si fa? Si muore per mancanza di ospedali….
    Buona notte, è l’ora delle favole, signori dirigenti della sanità, smettete di raccontarcele, non ci crediamo più…e forse è un male!

  • Nessuno deve restare indietro. L’Italia deve essere, prima di ogni altra cosa, una comunità. In una comunità, tra i valori più importanti vi è il senso di solidarietà. Il cittadino deve essere il centro della politica. La sua stella polare. Va garantita a tutti una vita dignitosa e, se possibile, la felicità. Il primo articolo della nostra Costituzione dovrebbe esprimere il diritto alla felicità. Ognuno vale uno quando contribuisce al benessere comune. Lavoriamo per pagare le tasse. Il nostro tempo, la nostra vita vengono trasformati in capitoli di spesa delle Finanziarie. Ebbene, questi soldi, nostri soldi, devono essere utilizzati cambiando radicalmente le priorità. La salute, la scuola, le pensioni, la protezione sociale, l’ambiente, il recupero del tempo per vivere, queste sono le priorità. Non gli armamenti, le grandi opere pubbliche inutili come la Tav o l’Expo o la Gronda, le missioni di guerra in Afghanistan o i finanziamenti a partiti e giornali, alle banche, le pensioni d’oro. Bisogna riavvolgere il nastro, ritornare a un senso di umanità, con una pensione a 60 anni, con la cancellazione della legge sugli esodati, con il ripristino dei soldi sottratti alla scuola e alla sanità.

    Basterebbe che quando le persone entrano dentro le urne elettorali non votassero a caso, o per conoscenza o per sterile ideologia, besterebbe fare un’analisi oggettiva delle cose:

    in 30 anni (ma si potrebbe dire anche 50 anni) si sono alternati destra, sinistra, centro, e chi più ne ha più ne metta e questi sono i risultati, forse è il caso che le decisioni vengano prese da cittadini comuni e non da persone che sono legate a poteri e interessi che poco c’entrano con il bene comune, forse è il caso che tutti facciano nel proprio piccolo politica attiva tutti i giorni, demandare agli altri non si può più soprattutto a questa gente.

  • Posto che sono d’accordo al 101% con quanto Andrea afferma, il problema però diventa pratico.
    Non è di fatto possibile cambiare le cose dall’interno dei partiti, perchè in tutti, nessuno escluso, le decisioni sono verticistiche e il sistema elettorale italiano fa si che sia sempre e solo la segreteria ad avere l’ultima parola per stabilire chi saranno gli eletti.
    Un dissenziente non trova casa da nessuna parte.
    E, francamente, fare il lecchino per essere eletto e poi non stare alle regole è contro il mio modo di essere, sempre uguale, sempre me stesso.

    Presentare candidature autonome è ugualmente improponibile, perchè chi non ha avuto spazio prima non ne avrà neppure dopo, visto che viene fatto tutto il possibile per semplificare l’accesso a chi c’è e negarlo a chi non c’è.

    Quindi: CHE POSSIBILITA’ CONCRETE ABBIAMO (salvo possibilità estreme che mi auguro non siano necessarie) DI CAMBIARE REALMENTE L’ANDAZZO DELLA NAZIONE?
    Cosa dobbiamo fare?

    Una possibilità sarebbe che per una volta andassero a votare solo i candidati, ma è un messaggio impossibile da far passare.
    Un’altra è quella che tutti consegnino al presidente di seggio un qualche documento di protesta (tanto chi verrà eletto lo usa per andare al bagno, ma almeno si è provato)
    Concentrare tutti i voti a livello nazionale su un solo soggetto? Chiunque sia…. per poi giorno dopo giorno metterlo al muro se non fa gli interessi della nazione.

    Idee vaghe, ma che non portano a risultati, secondo me.

    Aggiungiamone altre, però, forse, se siamo molti a pensare, una buona la troviamo.

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