KME: “O si attua il piano industriale in tempi brevi o costretti a dichiarare la mobilità”

01/28/2013 6:59 pm 0 comments

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Si è concluso poche ore fa l’incontro previsto a Firenze tra KME ed i sindacati per portare avanti la trattativa sull’annunciato piano industriale. Un incontro dove KME ha ribadito la propria posizione e cioè che non ci sono alternative sulla crisi in atto. Se si vuole uscirne bisogna realizzare e alla svelta le azioni annunciate nelle settimane scorse che per quanto riguarda Fornaci vuol dire: procedere assolutamente ad una ulteriore riduzione del costo del lavoro;  lo stop del forno Asarco di Fornaci, da tempo sofferente di volumi troppo bassi (20% del potenziale), con conseguenti gravi conseguenze in termini di sostenibilità; la conseguente conferma di 275 esuberi di cui 142 a Fornaci.

“Queste azioni– scrive in una nota l’azienda – sono imprescindibili per il rilancio delle attività di KME in Italia. O si attuano questi provvedimenti in tempi brevi trovando un accordo o il rischio reale è che l’azienda si trovi nella necessità di dichiarare la mobilità”. L’unica strategia per KME, rispetto: “ad una situazione drammatica delle attività italiane che vede, da 2007 ad oggi perdite per oltre 130 milioni di Euro ed un calo di fatturato di oltre 200mila tonnellate (-35%). E questo nonostante KME A.G. (la capogruppo industriale basata in Germania) in Italia abbia cercato in tutti i modi di risollevare le sorti  sostenendo, nello stesso periodo, investimenti per 90 milioni di Euro ed aumenti di capitale per oltre 190 milioni di euro. Un quadro drammatico che può essere risolto solo mettendo in pratica questo piano industriale che invece sindacati non vogliono accettare.

Da qui il rinnovo dell’appello al senso di responsabilità dei sindacati: “per gestire insieme questa fase cruciale, ricercando tutte quelle soluzioni, come la cassa integrazione a 0 ore (o altri ammortizzatori sociali di pari efficacia), che consentano di ridurre al massimo le conseguenze sociali e nel contempo di sfruttare le sinergie di Gruppo e riportare alla competitività le attività italiane.

 

 



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