Quando l’Onorevole era lo Stato
Pubblichiamo l’articolo di apertura del Giornale di Castelnuovo Garfagnana in uscita in questi giorni.
Ancora una volta intendiamo ripercorrere la nostra storia per conoscerla e per meglio disegnare il nostro futuro. Le Terre del Serchio hanno bisogno di nuova linfa e spinta propulsiva e con questi articoli desideriamo partecipare attivamente al progetto costruttivo.
Buona lettura
Andrea Giannasi
Nelle Terre del Serchio abbiamo un problema: siamo rimasti fermi alla prima Repubblica. E con una responsabilità chiara da riversare sull’Onorevole, che per quaranta anni ha governato la valle con fare paternalista e piglio personale. Loris Biagioni era deus ex machina e conducador per i cittadini.
Pronto ad ascoltare tutti – ma veramente tutti anche coloro che militavano nel Partito Comunista o altre formazioni d’opposizione – ha aiutato famiglie intere a trovare occupazioni, lavoro, sistemazione.
Dalle Poste all’Enel, dalla Plinc alla Valserchio, dalla Caltos alle cartiere, dalla SMI alle amministrazioni pubbliche, c’era posto per tutti. Per non parlare delle pensioni o degli assegni che prontamente giungevano a chi aveva diritto a poterne usufruire.
Insomma per quaranta anni ogni garfagnino aveva un punto di riferimento ben preciso: l’Onorevole Loris Biagioni.
Se si aveva un problema lui garantiva una soluzione. E sul territorio, in ogni Comune, paese, frazione, la Democrazia Cristiana aveva un uomo che faceva da terminale e garante per le richieste. In cambio, ovviamente – e aggiungerei “naturalmente” – la popolazione votava l’Onorevole. Si trattava del famoso “voto di scambio” in uso ovunque nel mondo, dalle lobby americane alle contee britanniche, dai Lander tedeschi, alle circoscrizioni francesi.
Pochi mesi fa – pare e in gran segreto – a Castelnuovo sono stati bruciati alcuni scatoloni contenenti migliaia di lettere di richieste di aiuti e raccomandazioni indirizzate all’Onorevole Biagioni. Oseremmo dire paradigma dei tempi: con questo gesto si chiude un’epoca. Quella dove l’uomo politico era garante dei propri elettori e pronto ad ascoltarli per metterli in condizione di essere cittadini.
Ecco con la prima Repubblica l’Onorevole ha garantito dignità a centinaia di cittadini.
Gli ha dato il lavoro e gli ha permesso di costruire il futuro della valle. E’ un dato inconfutabile che negli ultimi quaranta anni è praticamente cessato il fenomeno emigratorio verso l’estero.
Ma questo articolo non ha lo scopo di elogiare l’Onorevole, vuole invece porre l’attenzione su cosa ci aspetta ora che stiamo saltando, forse, verso la terza Repubblica.
Ovvero verso un’epoca durante la quale lo Stato arretra e dove la politica non potrà più garantire nulla ai propri cittadini.
Facciamo un esempio: molto probabilmente l’ufficio postale di Gorfigliano chiuderà. Qualche politico locale ha alzato la mano facendo presente che si tratta di un taglio grave per il territorio, ma non accadrà null’altro. Sì, forse qualche comunicato stampa, ma nulla di più.
La politica amministrativa attuale e quella del futuro sono “castrate”, limitate, rese sterili da tagli orizzontali, verticali e longitudinali.
Insomma le raccomandazioni stanno esaurendo la propria forza popolare e si potrà aiutare solo chi ha qualcosa da offrire in cambio. Dunque ne usufruiranno i parenti, gli amici e i sodali più vicini e fedeli. Pochi, pochissimi, rispetto al passato.
Per il resto è facile fare previsioni.
A febbraio o marzo andremo a votare con il “porcellum” e i partiti sceglieranno i propri candidati da portare in Parlamento. Nelle prossime settimane assisteremo alla polemica delle primarie del centro sinistra, che alla fine molto probabilmente non si faranno per mancanza di tempo.
Sceglieranno le segreterie e non si prevedono sorprese.
Tutto già visto, ma con la nostra terra ferma alla prima Repubblica. Solo un problema di non poco conto: lo Stato arretra, ci abbandona, e perderemo nei prossimi mesi i servizi sanitari, la maternità di Barga, alcune caserme di Carabinieri, altri uffici postali, alcune scuole, le manutenzioni delle strade, l’illuminazione pubblica, i treni, gli autobus e chissà cos’altro.
E poi ancora l’Enel non assume più; le Poste chiudono e informatizzano; gli enti locali per sopravvivere dovranno accorparsi e unirsi ancora di più con un ufficio tecnico e una anagrafe per tutta la valle (solo per fare un esempio); dov’era la Plinc ci sono abitazioni; alla Caltos ci hanno fatto palestra, studi e magazzini; della ex Valserchio non parliamo, per lo scempio compiuto nel più assoluto silenzio; e alla via così.
A breve avremo solo pensionati che sorreggeranno sulle loro spalle ancora per qualche anno l’intera economia della valle.
Poi si tornerà ad emigrare perché anche l’Onorevole è un ricordo.
Di lui è rimasto in piedi solo il sistema di controllo del voto.
La struttura della vecchia Democrazia Cristiana che abbiamo rivisto in movimento durante le primarie per raccogliere voti per Renzi. I vecchi portaborse del Biagioni sono rimasti su un territorio che deve molto a lui e il ricordo basta ed è sufficiente per garantire per altri anni un blocco solido di voti di scambio. Del resto come dimenticare chi ha portato le Terre del Serchio fuori da un lungo Ottocento.
Ecco la prima Repubblica rivive nel ricordo delle urne e nella gratitudine verso l’Onorevole che ancora oggi raccoglie consensi. Se per scherzo mettessimo sulla scheda elettorale il nome Loris Biagioni con lo scudo crociato accanto, sarebbe ancora lui a sgombrare il campo.
Lui sarebbe il vincitore in questa perenne e secolare prima Repubblica garfagnina.
In definitiva si sta aprendo un conflitto generazionale. Da una parte chi ha usufruito dei vantaggi della prima Repubblica, rimane fedele ai vecchi meccanismi, e ringrazia ancora l’Onorevole votando seguendo le indicazioni dei vecchi portaborse del Biagioni.
Dall’altra le nuove generazioni che non hanno ancora avuto nulla e non riescono a far sentire la loro voce. Per loro lo Stato è un oggetto lontano che sfugge e che non ha tempo per ascoltarli. E a fregare i giovani sono proprio gli anziani fedeli al voto, allineati nel ringraziamento alla memoria di Biagioni.
E anche se ti allinei non rimani che un numerino distante anni luce, immobile, in un angolo nascosto.
I “soloni” non ti vedono e non ti sentono, caro mio lettore, al lavoro solo per cercare ancora il voto di scambio per salvare la poltrona come ai vecchi tempi, quando l’Onorevole ascoltava tutti e lo Stato era in ogni casa.
Andrea Giannasi
(c) RIPRODUZIONE RISERVATA










barganews
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10:57 am
Una immensa tristezza mi avvolge.
Già il primo giorno dell’anno.
2:05 pm
Non si può non essere d’accordo.
La prima repubblica, per così dire; la repubbblica delle raccomandazioni.
La repubblica dove i politici rubavano (non è un luogo comune, è una verità assoluta e dimostrabile) ma nel loro rubare restituivano al territorio buona parte del provento del furto che quindi tale era solo in parte.
Ora viviamo nella repubblica dei partiti, dove si ruba come prima ma si trattiene per se o per pochi.
Abbiamo (avete, hanno, avreste; ognuno usi il verbo che gli piace di più) avuto ancora l’illusione di poter scegliere (almeno per la sinistra) prima il premier poi i candidati.
E, alla fine, ogni decisione è rimandata a Roma, ai giochi interni ai partiti che sceglieranno tra gli eletti nelle varie circoscrizioni (ove in tutte si sarà presentato Bersani, Berlusconi, Grasso, Grillo, Ingroia e Maroni, spero non aver dimenticato nessuno) chi più gli aggrada per poter formare un parlamento ove rubare per se e per gli amici senza render conto al popolo sovrano.
Basterebbe poco: ogni candidato residente nel territorio dove si candida da almeno 15 anni…..
Ogni candidato per uno, due mandati. Amen.
Inizia un nuovo anno e con esso i sogni di novità.
Tra 365 giorni bruceremo un anno vecchio che avrà portato una sola novità: nessuna, come al solito.
Ah! Non mi dica qualcuno: ma tu che fai?
Anni fa ci ho provato, ma mi sono sentito dire “come, hai delle idee? Bene, mettiti lì e dicci di sì (o no) a comando per vent’anni, poi ascolteremo le tue idee….”
Era un partito, forse due non ricordo più.
Buon anno. Continuiamo se non altro a discutere tra noi, se non altri ci consoleremo a vicenda.
10:44 am
non si crucci signor ghiloni non è mai troppo tardi per fare qualcosa e cambiare, abbia fede e speriamo di non dover aspettare 365 giorni prima di veder bruciare qualcosa
8:27 am
Spero di non dover aspettare un anno perchè cambi qualcosa.
Ma non sarà certo quel che accadrà tra meno di due mesi a cambiare.
Lì è già tutto scritto, se volete appena presentate le liste vi dico la composizione del nuovo parlamento e potrò sbagliarne una cinquantina, di nomi, non di più.
Se avessimo il coraggio di andare tutti agli incontri con i candidati e fargli…. (autocensura)
O il coraggio di colpirli nei loro interessi economici…