Aspettando Salotti & Friends – intervista con Letizia Del Magro
Gentilissima Letizia Del Magro, stai portando nel mondo la sua arte riscuotendo grandi consensi. Nell’arte in generale è maggiore lo sforzo profuso per ottenere un obiettivo, o la ricompensa che questa saprà darti?
Vivere di arte non significa solo amare la musica, significa piuttosto impegnarsi quotidianamente con tutti noi stessi nella continua ricerca della perfezione tecnica e stilistica. E’ un percorso di studio che non finisce mai e qualunque persona decida di avvicinarsi all’arte per professione dovrebbe capire che essere artisti implica, oltre a tanto, tantissimo studio, un numero infinito di rinunce, di sacrifici e spesso anche di delusioni. Per questo per vivere di arte è necessario amare la musica con tutta l’anima e metterla sopra qualunque altra cosa.
Su cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi progetti futuri?
Ho finito da non molto di cantare in Sicilia Flora in Traviata e Maddalena in Rigoletto e in questo momento sono impegnata nell’incisione di due cd. Prossimamente farò ancora delle recite di Traviata e in primavera prevedo di partire per New York.
Ci racconti un aneddoto o un ricordo particolare che ti lega a Massimo?
Ho conosciuto Massimo ai tempi in cui studiavamo entrambi in Conservatorio, poi ci siamo persi di vista per un piccolo periodo. Poco dopo, però, ci siamo incontrati di nuovo frequentando entrambi un corso di lingua tedesca. Pensavamo tutti e due che ci sarebbe stata utile nella carriera musicale e, almeno in parte, per me lo è stato.
C’è un artista, un insegnante o una persona in particolare che ha lasciato il segno nella tua esperienza di artista?
Potrei dire di potermi ispirare a molte persone visto che ho lavorato con grandi direttori e registi e con colleghi che stanno facendo delle splendide carriere. Tuttavia due sono le persone alle quali sono profondamente grata e che realmente hanno cambiato la mia maniera di vivere la musica: il primo è Enrico Copedè, il mio manager (Agenzia lirica l’Opera) che è stato il primo manager che abbia mai avuto. Lui mi ha spronato a migliorare e ha creato tutta la mia carriera. Ad oggi ancora mi segue e si impegna per me. L’altra persona a cui sono molto legata è il mio maestro di canto, il Maestro Capobianco di Verona, che ha creduto in me e mi ha aiutato sempre senza mai chiedere niente in cambio. Ritengo che, oltre che bravissimo, sia una persona generosa, sincera, unica.
Sappiamo che Massimo è un appassionato di opera e teatro… ma in quale opera/ruolo lo vedresti benissimo e perché?
Massimo mi piace molto perché ha una buona dose di autoironia (caratteristica che amo molto negli altri) per cui, se lo dovessi mettere nei panni di un personaggio operistico, penso che lo vedrei bene a vestire il ruolo di Falstaff. Magari nella splendida fuga finale “tutto nel mondo è burla”!
Massimo ha deciso di devolvere tutto l’introito di questa serata per la lotta al melanoma della pelle. quanto è importante sensibilizzare le persone ad un tipo di tumore che spesso viene sottovalutato?
Credo che sia importantissimo sensibilizzare le persone verso i problemi legati alla salute. Con i mezzi a nostra disposizione nel mondo contemporaneo non dovremmo più avere malattie incurabili o difficili da gestire. Le persone che si ammalano di melanoma, come di vari tipi di tumore o di altre malattie gravi devono devono sapere che possono contare, oltre che sulle cure, anche sull’appoggio e la comprensione degli altri.
ascolta Letizia del Magro
Letizia Del Magro, mezzosoprano
Il mezzosoprano Letizia Del Magro nasce a Lucca e comincia lo studio del canto all’età di 15 anni. Si diploma al Conservatorio di Terni e si perfeziona, poi, in tecnica vocale con la Signora Giovanna Canetti e il Maestro Paolo De Napoli e nello studio degli stili di canto con il Maestro Leone Magera e il Maestro Renè Clemencic. Le viene poi offerta una borsa di studio con la quale partecipa ai corsi di recitazione tenuti dall’attore Francesco Soleri per il “Festival dell’Opera Buffa”.
Attualmente studia con il Maestro Capobianco. Comincia la carriera all’età di diciannove anni con numerosi concerti in cui interpreta, tra le altre musiche, i “Madrigali Amorosi” di Monteverdi, e numerosi lieder tra cui serie complete di Strauss, Musorgskyj, Brahms e Mahler. Esegue anche numerosi concerti operistici (compreso per il Festival Pucciniano).
Nel 1998 debutta come Flora in Traviata al Teatro di Chieti che porta poi a Teramo, a Rieti e in molte altre città abruzzesi. Nello stesso anno debutta nel Rigoletto e nella Traviata al Teatro di Palermo e in Serva Padrona a Lucca. Nel 1999 canta la Petit Messe Solennelle di Gioacchino Rossini per il “Festival della Musica Sacra” al Teatro del Giglio di Lucca e poco dopo la Nona Sinfonia di Beethoven al Palacongressi di Arezzo. Negli anni successivi interpreta Trovatore al Teatro Verdi di Trieste e al teatro Giordano di Foggia, esegue al Teatro del Giglio di Lucca un recitals con orchestra tutto dedicato alle musiche di Gustav Mahler, poi canta in Butterfly al Festival Pucciniano di Torre del Lago e in numerose altre città italiane come Bolzano, Mantova, Rovigo e Pisa.
E’ stata presente in molti cartelloni tra cui Jesi, Fermo e Messina. È tornata a cantare a Chieti come Papagena in Flauto Magico (ripresa anche su Canale 5), poi ha cantato Aida a Toronto per la Royal Opera Canada e Traviata in India ai Teatri di Bombay e New Dehli in occasioni dei festeggiamenti italiani.
Ancora a Lucca ha interpretato il Gloria di Vivaldi, il Beatus Vir e vari mottetti dello stesso compositore con accompagnamento orchestrale. Poi ha cantato Stabat Mater di Pergolesi per il Ravello Festival e ha debuttato in Falstaff al Teatro “Antonina Dvoraka” di Ostrawa (Repubblica Ceca).
Nelle opere liriche è stata diretta da importanti maestri quali: Renato Palumbo, Nicola Luisotti, Tullio Colacioppo e registi famosi come Filippo Crivelli, Federico Tiezzi, Giancarlo Cobelli.
Dopo aver cantato Rigoletto al San Carlo di Napoli, più recentemente ha debuttato come Santuzza in Cavalleria Rusticana al Festival di Carrara dove ha cantato anche il ruolo di Zita in Gianni Schicchi, ha eseguito alcuni concerti rossiniani in Repubblica Ceca (ripresi per la televisione nazionale) e Gloria e Magnificat di Vivaldi alla cattedrale di Montecarlo in collaborazione con gli Amici del Loggione del Teatro alla Scala.
Nel 2010 ha debuttato al Teatro dell’Opera di Roma in Mefistofele nei ruoli di Marta e Pantalis. ed è stata successivamente Flora in Traviata al Carlo Felice di Genova.
Nel 2011 ha poi cantato Maddalena in Rigoletto per il Festival omonimo nella città di Mantova e Al Teatro Coccia di Novara e ha cantato nuovamente in Rigoletto al Teatro Regio di Torino.
Nel 2012 ha debuttato nell’Amico Fritz di Mascagni al Teatro Verdi di Trieste ed è stata Maddalena in Rigoletto e Flora in Traviata per il Luglio Musicale Trapanese.
Adesso sta registrando due cd e si prepara per cantare nuovamente Traviata.
di più su myspace o su www.letiziadelmagro.it
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