Le celebrazioni del IV Novembre
Il 4 novembre è una giornata di celebrazione; di celebrazione della fine della prima guerra mondiale ed insieme giornata delle Forze Armate e commemorazione del Milite Ignoto e di tutti i caduti durante la prima guerra mondiale ancora senza nome. Nei sacrari che si trovano nelle zone dove si è combattuto si trovano i resti di decine di migliaia di soldati e fa ancora più impressione vedere le lapidi dei soldati che non hanno più nemmeno un nome.
Il 4 novembre del 1918 il “Bollettino della Vittoria” annuncia che l’Impero Austro-ungarico si arrende all’Italia, in base all’armistizio firmato a Villa Giusti, nei pressi di Padova. E’ la fine di una guerra sanguinosa, combattuta dall’Italia per l’unificazione con il regno del Trentino, l’Alto Adige, e la Venezia Giulia, prima sotto il dominio austro-ungarico. Una guerra costata un grosso numero di vite umane all’Italia: 650 mila deceduti e quasi un milione di feriti.
Come tutti gli anni, per celebrare questa data ed il sacrificio di un popolo per la pace e l’unità nazionale, anche nel comune di Barga verranno organizzate alcune celebrazioni tutte previste nella giornata di domenica 4 novembre.
Nell’arco della mattinata verranno deposte corone di alloro alla Lapide ai Caduti presso il “Centro veterinario” in Ponte all’Ania, la Chiesa di San Nicolao in Filecchio, la Chiesa di San Maurizio in Pedona e la Cappella del Cimitero di Loppia. A Fornaci di Barga, presso la Chiesa di Cristo Redentore (ore 11,15) sarà celebrata una Santa Messa in suffragio dei Caduti e a seguire avverrà la deposizione di un corona di alloro al Monumento ai Caduti in Piazza IV Novembre.
A Barga alle 10,15 la deposizione di corone alla targa dei caduti Leo Giuliani e Fratelli Lombardini e poi il corteo per la cittadina per raggiungere Piazza della Vittoria dove un’altra corona sarà deposta al Monumento ai Caduti
Alle 11,15 la celebrazione di una santa messa presso la chiesa della Santissima Annunziata, in suffragio ai Caduti di tutte le guerre.
Al termine della cerimonia gli Alpini deporranno una corona di alloro anche al Monumento agli Alpini caduti presso il Parco degli Alpini.
(nelle foto il sacrario di Asiago)
Il sacrario militare di Asiago, più noto come sacrario del Leiten, è uno dei principali ossari militari della Prima guerra mondiale. Sorge sul colle del Leiten (pronuncia Laiten) presso Asiago, a 1058 m s.l.m.
L’ossario di Asiago è diventato, insieme a quelli del Pasubio, del monte Grappa e di Tonezza del Cimone, simbolo della provincia di Vicenza.
Nel sacrario riposano i resti di 54.286 caduti italiani ed austro-ungarici della guerra 1915-1918 di cui oltre 33.000 ignoti e 3 della guerra 1940-1945. I nominativi dei soldati noti sono incisi, in ordine alfabetico, da sinistra a destra sui singoli loculi.
I resti mortali di 21.491 caduti italiani ignoti e 11.762 austro-ungarici ignoti sono invece raccolti in grandi tombe comuni nelle gallerie centrali più prossime alla cappella.
I corpi dei soldati custoditi nel sacrario di Asiago provengono per la maggior parte da 36 cimiteri di guerra della zona. Fra i noti riposano 12 caduti decorati di medaglia d’oro al valor militare:
Colonnello Giovanni Aprosio
Generale Francesco Brandi
Maggiore Luigi Cigersa
Soldato Roberto Cozzi
Sotto tenente Lamberto De Bernardi
Caporale maggiore Giuseppe Pintus
Sergente maggiore Ferdinando Podda
Generale Marcello Prestinari
Soldato Alfonso Samoggia
Caporale Roberto Sarfatti
Tenente Raffaele Stasi
Generale Euclide Turba
Il sacrario non raccoglie le salme di tutti i caduti sull’Altopiano durante la Grande Guerra, ma solo una parte. I soldati dispersi sull’Altopiano infatti sono ancora migliaia. Nella sola battaglia dell’Ortigara i dispersi furono 4.500; nella Strafexpedition oltre 82.500 (source)
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barganews
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1:51 pm
Dovrebbero aggiungere anche la giornata dei pedofili e degli assassini…ah già no quella è già il 4 novembre
4:12 pm
Giusto.
Altro che giorno di celebrazioni, dovrebbe essere una giornata di lutto; invece, ogni anno, cortei, retorica nazionalista, messe in suffragio dei “nostri”; insomma, decadenza.
Quanto di più osceno però è proprio la sacra esaltazione della forza bruta ed armata, la stessa che ha prodotto quei morti di cui ora si vuole celebrare il sacrificio; un sacrificio, si badi bene, cui quei milioni di soldati mandati al macello dagli Stati avrebbero fatto volentieri a meno.
Invece della pompa magna, delle sfilate, delle bandiere al vento, dei suffragi idolatrici, del “Gott mit uns”, del ricordo dei Caduti e non dei civili (quale assurdità), si dovrebbe capire che solo opponendosi a tutte le guerre si rende un vero omaggio alle sue vittime, a tutte le sue vittime.
Invece… ci si ostina ad intonare Te Deum di ringraziamento…
8:15 pm
“Forze armate” non è sinonimo di “guerra”! Ogni Stato ha il proprio esercito e le proprie milizie di cui disporre per uno scopo soprattutto: la sicurezza. I caduti sono eroi che hanno combattuto credendo in qualcosa di grande ed importante come la Patria e la libertà. Quanti di noi oggi sacrificherebbero se stessi per un’ideale? Ricordiamoci dei questi nostri predecessori perchè se oggi abbiamo dei diritti che ci sembrano banali, è merito delle loro battaglie. Noi invece, quando c’è da combattere per qualcosa, lasciamo il posto all’omertà più conveniente e rassicurante.
11:29 am
Trovo molto offensivo il commento di l alcea di identificare il 4 novembre come giornata dei pedofili e assassini. Il commento di Salvoni non merita nemmeno di essere commentato. La prima guerra mondiale e’ stata una delle guerre piu tremende ed e’ giusto ricordare chi ne ha fatto parte come eroi che hanno combattuto per amore della propria patria e per la liberta’. Il signor alcea si dovrebbe vergognare di aver scritto tale commento, in tutti questi anni governi di sinistra e di destra hanno sempre ricordato i caduti di questa terribile guerra.
12:30 pm
Gran brutta cosa quando scoppiano le guerre: orribile.
La Prima Guerra Mondiale fu un testamento del sec. XIX, quando pian piano tra i cittadini dei molti stati d’Italia si iniziò a infiltrare e prese campo l’idea di uno stato unico, dalle Alpi allo Ionio, a formare un unico stivale italiano che per scherzo calcia la Sicilia, così rimpallandola sulla Sardegna, quest’ultima tentando di dirottare la Corsica dalla Francia in terra Italiana.
Grandi ideali scritti col sangue che oggi muoiono in chiacchere inutili dal sapore distruttivo.
Un Paese senza armi è come un pesce senza pinne che attende inerme il più grosso che lo mangi.
Tutto il mondo è diviso in stati, nazioni, ecc… e come ci tengono ai confini che racchiudono il loro popolo. Che sia l’Italia il Paese fuori dal Mondo, oppure quel nome disturba?
Cesare Biondi, Sindaco di Barga in carica e apertamente contrario alla Guerra 15-18, quando vide che opporsi non valeva più a nulla, decise di partire volontario per portare il soccorso della scienza medica ai combattenti.
Il barghigiano Generale del Genio Ruggiero Micheluccini, reduce dalla Grande Guerra, commemorando al cimitero di Barga i nostri morti, espresse una domanda in relazione alla oggi ripetuta e frequente negazione del valore del sacrificio per l’Italia: “Per favorire chi?”.
Noi tutti siamo figli della nostra storia, vicina o lontana che sia. Le nostre radici sono quelle che conosciamo.
Chi crede nella sua nazione commemora i suoi lutti, sia quando hanno il sapore della vittoria, ma anche quando sanno di sale da masticare ogni giorno. Entrambi utili esercizi a capire come si può fare a non commettere altri simili errori, nel caso la guerra.
Mio nonno fu fiero di aver contribuito alla Vittoria nonostante la “spagnola”, ma quando non vide tornare dal fronte Russo un suo figlio, senza mai sapere dove e quando lasciò la sua vita, senza sapere dove porre un fiore che ricordasse il suo nome in loco, certamente avrà maledetto il Mondo… però a ogni Adunata Alpina, a ogni commemorazione, finché e quando gli fu possibile, portò la sua presenza, il gagliardetto della Sottosezione Alpini di Barga, le sue medaglie popolari, anche se sotto esse cuoceva il lutto nel cuore su cui stava inciso un nome: Pietrino Giuliano Cecchi.
Di tutto ciò che uno dice si può dire il contrario: dipende… è questione di essere in possesso di una cultura seriamente costruttiva.
Io dico: Viva l’Italia, però la sogno molto ma molto più giusta.
Che il 4 novembre sia il momento della seria riflessione in questo senso, senza mai dimenticare, anzi partendo da chi per Lei è morto, vittorioso o perdente. Sono tutti figli di quest’Italia e pur sempre nostri fratelli.
2:57 pm
Quando ieri pomeriggio ho visto i primi due commenti avrei avuto voglia di inveire, poi mi sono detto, parafrasando il precedente sindaco di Barga….. quando ho voglia di parlare…. parlo col mio.
Perchè più di questo non meritava commentare.
Ripudio la guerra, le armi, la violenza.
Ho impugnato le armi per difendere i cittadini lungo le strade d’Italia.
Il 4 novembre non si ricorda solo la guerra, i morti, le Forze Armate, si ricoda l’anelito di libertà di ogni popolo.
Senza i caduti del Piave, di Caporetto, dell’altopiano dei sette comuni, della Marmolada non ci sarebbe Italia, non ci sarebbe pace, forse non ci sarebbe neppure libertà.
Se siamo liberi.
3:19 pm
il post di Alcea è volutamente provocatorio e dunque la sua provocazione deve portarci a riflettere. quello che trovo invece preoccupante è il fatto che Salvoni non abbia compreso la provocazione di Alcea e si sia subito accodato dando ragione e strombazzando ai quattro venti la sua retorica trita e ritrita, condita dai suoi numerosi strafalcioni propagandistici e storici, che, come sempre dimostrano la sua approssimazione quando si parla non solo di valori quali Patria e Onore, ma della storia spicciola in generale, visto che, a quanto sembra, pare rigirarsela ad uso e consumo della sua propaganda.
la festività del 4 novembre,ricorda la vittoria dell’ITALIA tutta su un nemico straniero, una vittoria ottenuta a caro prezzo ma che fu il vero collante morale e sociale del neonato stato italiano. per la prima volta gli Italiani, nonostante combattessero per due città di cui non sapevano niente più che il nome (Trento e Trieste), si sentirono accomunati da uno spirito unico che li rendeva figli della stessa terra, e questo nonostante le differenze che intercorrevano tra Veneti e Siciliani, tra Piemontesi e Toscani, tra Emiliani e Pugliesi. per la prima volta, dopo Caporetto, questi figli di una “mera espressione sulle carte geografiche” come Metternich aveva sagacemente deriso, si sentirono tutti Italiani, riuscendo ad arginare un nemico che non aveva mai smesso di pensare a come riprendere quelle terre che erano già state sue e di cui si arrogava il diritto. la prima guerra mondiale è stato per l’Italia, non una mera dimostrazione di forza bruta, ma il compimento ideale del risorgimento, tanto che molti storici italiani preferiscono chiamarla “quarta guerra di indipendenza”. il 4 novembre è dunque una festa di tutti gli italiani, senza colore, senza partito, senza ideologie, perchè è la festa che, prima tra tutte ha cementato la nazione e l’ha resa consapevole di ciò di cui era capace. quindi non c’è esaltazione della forza bruta o del militarismo a prescindere, ma il riconoscimento di un percorso e di un cammino compiuto da generazioni di persone che non si ritenevano solo Toscani o Piemontesi, ma prima di tutto Italiani.
un’ultima chiarificazione, Salvoni, a dimostrazione della tua malafede riguarda la tua citazione a sproposito del motto “Gott mit Uns”. inutile dire che lo trovo fuorviante e storicamente errato. per prima cosa tu, Salvoni, lo citi per rifarti alla soldataglia nazionalsocialista, ma il motto “Gott mit uns” (che significa “Dio è con noi”) era da secoli il motto della Germania, che lo aveva mutuato dal grido di guerra dei cavalieri Teutonici, i quali a loro volta lo avevano ripreso dal grido di guerra bizantino “Deus nobiscum”. non è un grido di propaganda, nè un motto nazista, in quanto era solamente un grido di guerra che veniva urlato fin dal medioevo, addirittura ben prima del barbarossa. il motto fu poi adottato come motto nazionale dal Regno di Prussia e passò di qui all’Impero Tedesco e alla repubblica di Weimar, per poi finire impresso sui cinturoni dell’esercito tedesco. come motto di origine sacra ed imperiale, quindi legato alla nobiltà degli Junkers esso fu anche il motto della Deutscher Wiederstand (la resistenza tedesca), in quanto era un motto non nazista, ma prussiano, tant’è che era rimasto sui cinturoni dell’esercito non per volontà della dittatura, ma per non aumentare gli attriti tra classe militare di estrazione prussiana e apparati di partito. per i Tedeschi questo motto era un po’ come il nostro “avanti Savoia” per intenderci. forse sarebbe meglio documentarsi meglio prima di citare a sproposito frasi di cui non si conosce l’origine. quanto al resto sul Grappa e sul Carso i nostri fratelli sono morti per un’idea che si chiamava Italia, essi hanno combattuto e sono caduti anche per te, quindi il 4 novembre non c’è altro da dire, se non “VIVA L’ITALIA”, con tutti i suoi difetti e con le sue pecche, ma in questo giorno, siamo tutti fratelli e figli di un risorgimento compiuto in quei tristi anni del 1915/1918.
4:21 pm
Che furori irredentisti e che bella disamina storica, così celebrativa, maschia, potente, così “seria e costruttiva”: eccolo il Te Deum, mica chiacchiere inutili! Ma anche un bel miscuglio, caoticamente eterogeneo, in cui l’apologetica si confonde con gli eventi, i termini ideologici con la realtà di fatto, dove magicamente l’omicidio di massa diventa un grande rito sacrificale a cielo aperto, dove la guerra, certo, è “orribile” (che diamine!) ma va sostenuta e combattuta lo stesso; dove le masse di uomini sradicati dalle loro terre e dai loro affetti vengono posizionati in un grande campo da calcetto, così “per scherzo”, per strappare allo straniero il suolo degli avi antichi, morendovi sopra per una ragione che nessuno (o quasi) di loro conosceva. Devo essere grato a questo studio così obiettivo: chi lo sapeva che la prima guerra mondiale è stata invece una triangolare tra Italia-Francia-Germania? Chi avrebbe mai pensato che l’onore e a dignità di uomini deve essere comprovata su un campo di battaglia e di morte?
E poi c’è gente che qui si indigna per chi semplicemente obietta alla barbarie della guerra in sé e per sé… indignatevi semmai per chi utilizza il dato storico piegandolo all’ideologia del trionfo, a chi lo romanza il conflitto bellico, applicando appunto alla guerra non si sa quale arbitraria categoria dello Spirito.
Ma devo essere grato al fatto di essermi imbattuto in questo illuminante intervento, fosse solo per aver riscontrato che in terra barghigiana, a distanza di più di un secolo, ancora sopravvive uno sparuto rimasuglio di futuristi. E’ una grande scoperta storica! Si notino infatti le attinenze dottrinarie tra quanto espresso sopra e la corrente estetico – politica così in voga agli inizi del secolo scorso (Martinetti, Manifesto del futurismo, febbraio 1909):
- Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerarietà.
-Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
- Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
Etc..etc…
Patria, civiltà, onore sono solo maschere ideologiche che nascondono interessi economici e/o di carattere geopolitico; è la struttura economica a determinare i rapporti di dominio e di scontro: le politiche di potenza degli stati moderni, con la guerra, non fanno che dare sfogo a questa impellente volontà di supremazia politica ed imperialista. La sovrastruttura ideologica (patria-civiltà-nazione-sangue) non serve ad altro che a camuffare lo squallore di tali finalità ultime degli scontri bellici.
Comunque sia, è solo un’opinione, una “chiacchiera inutile”, distruttiva, ma è proprio con la dialettica negativa che il pensiero si fa libera espressione della propria indistruttibile moralità, e così resistere al momento dell’ “affermazione costruttiva”, che è sempre l’affermazione del potere e dell’omogeneità, dunque della sua tragica banalità.
4:49 pm
Salvoni…se parli di politica e di filosofia come hai dimostrato di intenderti di storia siamo messi male…
8:18 am
Non chiederti mai perchè l’Italia versa in queste acque.
Una nazione è ciò che sono i suoi abitanti. E se tanto mi da tanto…il peggio ha da venire.
Di unità ormai non esiste più traccia, ci stiamo rifrazionando come nel medioevo.
Non so se sia bene o male. Ma questa è l’analisi.
Perchè quando si ripudia la memoria della propria nascita stiamo perdendo tutto. Anche la dignità.
E, da chi ci guida, abbiamo avuto luminosi esempi, con il disertare celebrazioni (retoriche sicuramente, ma dense di significato) di eventi fondanti o rifondanti per la nazione.
Caro Giacomo, il tuo tempo è prezioso, non sprecarlo, certe idee non si cambiano. Anche se, alla tua età, probabilmente sarei stato molto più feroce di te contro i commenti di qualcuno.
3:56 pm
mi dispiace non aver potuto rispondere prima.
Signor ghiloni e tutti gli altri, so che ormai sono senza dignità, dovrei vergognarmi e non ho ideali quali Patria e Libertà (un po’ come mettere insieme liquame e alta cucina per me ma vabbè) avete celebrato? vi siete sentiti più italiani domenica scorsa? avete cantato l’inno e sperato anche voi di stringervi a coorte ed esser pronti alla morte per la nostra grande Nazione? si…bene, sono contento per voi. E ditemi, la nostra Patria ora va meglio? vi sentite migliori e utili dopo aver celebrato questa ricorrenza? si! adesso che avete avuto la possibilità (come in ogni fottuta celebrazione) di dimostrare quanto siete italiani tutti i problemi del nostro paese sono finiti, chissene frega se la nostra nazione naviga in un mare di merda (permettetemi la parola) l’italianità la si dimostra sventolando un tricolore per una qualsiasi celebrazione!
non mi ricordo chi ma un tizio, mi pare anche famoso, disse che gli italiani sono uniti solo nelle feste, nei giochi, nelle celebrazioni, e in chiesa, insomma un’appartenenza e un’unità di facciata.
bo, altro discorso contorto, forse dovrei vergognarmi ancora (anche per il mio anonimato lol).
Ora posso tornare a pensare a ben altri problemi, per esempio il mio futuro, e a cose un po’ più sensate del 4 novembre (andare al bagno è un altro esempio), per tutto il resto, parafrasando una grande band italiana, -invece di pensare continua a celebrare-
mi scuso ancora se di quello che ho scritto non si capisce un h e per eventuali errori, non ho voglia di rileggere.
10:34 pm
… … … poi c’è la cosiddetta “guerra fra poveri”… … … (diavoli)… … …
8:03 am
Il problema è che a cacciarsi in discussioni come queste si rischia.
Mi verrebbe da citare una frase, non ricordo se di Wilde, di Bloch o se più semplicemente trovata in una raccolta di meditazioni varie.
Ve la risparmio, non voglio finire in tribunale.
Anche perchè non ho da pagar danni!
8:27 am
che uomo!
2:43 pm
In effetti se fossi mascherato l’avrei postata…
Ma bisogna sapere quando colpire e quando tacere.
5:41 pm
mascherato?
8:22 am
Nascosto, anonimo, pseudonimo… in modo da poter sempre ammettere o negare chi sono a seconda della comodità della situazione.
Questo è il brutto del virtuale.
Sono più criminali quelli che uccidono con la penna e con le idee che con le armi.
10:41 am
guarda per me ci potevi avere scritto paperino e sei un signor nessuno lo stesso quindi per me puoi dire quello che ti pare. sulla seconda cosa invece ti consiglio di scrivere meno ca****e
9:55 am
Caro luca spero tu prenda provvedimenti contro l Alcea che ha offeso la dignita’ dando del pedofilo e assino non solo a chi ha combattuto per la liberta’ durante la grande guerra ma offeso anche chi ha perso i propri cari. Bisogna essere fieri di essere italiani e fieri di poter ricordare chi si e’ sacrificato per difendere la neonata unita’ d italia. Ben vengono le parate il 4 novembre per non dimenticare.
2:49 pm
E’ finito lo spazio repliche sopra.
Non è mia abitudine nei forum che frequento tirare la giacca ad admin, perchè comunque le opinioni sono tutte opinioni e di ca***te ne pensiamo e a volte ne scriviamo tutti, chi più, chi meno.
Ma riprendo da Marroni perchè credo che sia ora di fare veramente chiarezza sull’uso degli strumenti.
L’anonimato è per me vergognoso. E’ nascondersi.
Questa discussione meritava di essere lasciata morire dopo i primi due interventi, ma ho preferito continuare perchè volevo vedere fin dove si può arrivare.
Ci rimetto io, ovviamente, più o meno conosciuto e riconoscibile, perchè chiunque mi potrà dar del bischero per aver continuato una discussione inutile dove le parti hanno fatto indubbiamente bella figura.
In anominato le figuracce non si fanno. Anche se un domeni si dicesse chi è l’anonimo…. non c’è certezza.
Ecco perchè sono a rinnovare l’invito fatto ad admin in altre occasioni: FAI IN MODO CHE PER POSTARE SI DEBBANO DARE E PUBBLICARE I PROPRI CORRETTI RIFERIMENTI, nome e cognome.
E’ un modo per tenere le discussioni sul civile e permettere allo strumento di discussione di avere una continuità ed un senso.
Non facendolo si trasformerà questo spazio nel teatrino dell’Italia in genere, specie ai livelli alti: il luogo dove chi ha qualcosa da dire (più o meno importante) non va o non partecipa perchè tanto va a finire sempre a discussioni vane.
10:24 am
Piccola premessa: leggo questo giornale tutti i giorni, lo trvo interessante e ben fatto, e ancor di più il fatto che ci siano spesso tanti commenti, anche contrastanti, su tante questioni della nostra valle.
Intervengo tuttavia per la prima volta, e lo faccio in modo anonimo: sì, rivendico il diritto di parlare come anonimo, fatto questo che ritengo, nelle discussioni on-line, un valore, e non una colpa.
Infatti solo così ci si può concentrare sull’idea espressa, e non su chi la esprime, specialmente su argomenti così delicati come quello in commento sopra.
Si può parlare liberi da idee e pregiudizi, che anche inconsciamente siamo portati a mettere avanti quando si legge qualcosa, pensando a chi l’ha scritta. Ad esempio: “ah sì quello parla così perché é …”, oppure “facile parlare per lui …”, o altro ancora…
Perchè dovrebbe essere necessario nome e cognome? Per rispondere di quali responsabilità o danni? Stiamo solo esprimendo delle IDEE!!! A volte non siamo d’accordo con qualcuno, a volte con qualcun altro, e dov’é il problema? I concetti espressi da Alcea o da Salvoni non piacevano a qualcuno? Bene, Gianmarco e Valter hanno legittimamente risposto, come avrebbero fatto anche sotto pseudonimi, ma i contenuti espressi non sarebbero certo cambiati!
Non mi sembra di aver mai letto offese o ingiurie personali meritevoli di censura o di altri provvedimenti, ma se ci fossero, sono certo che admin saprà gestire anche quei casi.
Pertanto: lasciamo a ognuno il diritto di esprimersi come meglio crede, nominato o anonimo, e continuiamo a scambiarci idee proprio come stiamo facendo, é bello che ci sia uno spazio come questo dove si parla di storia, di cultura, di società civile, anche scontrandosi duramente, ma comunque confrontandosi, se non ci fosse saremmo sicuramente un pochino più poveri…
Un saluto anonimo da kit
p.s.: per la cronaca, per quanto riguarda l’oggetto della discussione sopra sono moderatamente d’accordo con Salvoni.
12:24 pm
Sono d’accordo: le discussioni sotto pseudonimo si fanno in tutti i forum e anche secondo me generalmente aiutano a concentrarsi più sul cosa è stato scritto rispetto al chi lo ha scritto.
Concordo anche su quanto detto da Kit a proposito di offese ed eventuale censura. Fra l’altro non siamo all’interno di un sito amatoriale, ma di una testata gestita da giornalisti, cioé persone con gli strumenti per sapere cosa si può pubblicare e cosa no.
Detto questo, mi firmo con nome e cognome perché mi pare sia cosa gradita alla maggioranza degli utenti e a me non costa niente farlo.
12:41 pm
I comment with diffidence, because this is clearly a subject of some sensitivity in Italy. I just wanted to make the point that in the UK the equivalent of 4 November is Armistice Day on 11 November each year, the date on which hostilities ceased. There is just one purpose: to remember the sacrifice of those who gave their lives in World War I and subsequent wars. There is a two minute silence at 11am, which gives everyone who observes it a chance to reflect on the past and what it still has to say to us. I personally think that it is better to keep to the single purpose of remembrance, rather than mix it up with other things which will inevitably introduce some element of contentiousness
12:56 pm
ognitanto ci si può degnare di scrivere in italiano
1:10 pm
Te lo traduco io quel che vuol dire, anche nel regno unito l 11 novembre ricordano il sacrificio di chi ha combattuto la grande guerra e in piu alle 11 la mattina ci sono due minuti di silenzio e’ molto interessante vedere cosa succede, scuole , uffici e molti automobilisti si fermano e ricordano i propri eroi. Caro l alcea fai un esame di coscienza e rifletti su quello che hai scritto infrangere l onore di ha combattuto anche per la tua liberta’ non merita tali insulti, poi su che ti basi per dare del pedofilo o assino a questa gente?
1:31 pm
pedofilo non c’entrava nulla comunque, forse mi sono espresso male.
La retorica delle belle idee per cui si muore, come “italiani brava gente”, affibbiata ai “nostri ragazzi” in qualsiasi epoca è, per me, una cosa ridicola. per me chi imbraccia un fucile e va ad uccidere (spesso senza neanche sapere il perchè? è un assassino. la mia libertà? io per la mia libertà lotto ogni giorno e di sicuro non è lo Stato italiano a darmi libertà. Per me gli eroi sono altri, altre le persone da omaggiare altre le idee da portare avanti.
avevo capito cosa aveva scritto è che sta cosa di non sforzarsi minimamente di scrivere in italiano mi urta. grazie comunqe della traduzione.
10:15 am
La tua insofferenza verso il mondo è esemplare L’Alcea, e davvero disarmante. Al di là di questo, per quanto affermi e per quanto scrivi in questi commenti, meriteresti di essere buttato fuori dalla famiglia di giornaledibarganews. Non posso assumere questa decisione arbitrariamente, ma sappi che d’ora in poi, ogni volta che mi troverò di fronte ad un tuo commento fuori dalle righe e dal rispetto degli altri sarà mia cura censurarti. Mi limiterò per il momento a commentare il tuo primo post. Chiamare, perché questo hai fatto capire, pedofili e assassini dei giovani che agli inizi del secolo scorso sono stati chiamati a morire per un ideale comune mi pare assolutamente offensivo. Erano giovani come te, che hanno avuto la sfortuna di vivere e di nascere in degli anni difficili. Difficli come i nostri ma del tutto diversi. Giovani che certo non desideravano di marcire e morire in delle fredde trincee come non lo desideresti tu. Ma come loro, se tu avessi vissuto in quei periodi, ti saresti trovato a viveve o morire, ad uccidere od essere ucciso. Tuo malgrado. Quindi lascia stare i morti, non disonorare della povera gente che non ha avuto nessuna colpa, se non quella di cercare di sopravvivere alla storia; e cerca di prendertela un po’ meno anche con i vivi. Ti invito ad un maggior rispetto degli altri a cominciare da chi si esprime in altre lingue.
10:42 am
oooook scusatemi, avete ragione.
va tutto bene, ripetiamolo ancora insieme, va tutto bene.
ok ora ne sono più convinto.
Avete ragione, quei ragazzi erano e sono tutt’oggi spinti da grandi ideali quali la difesa della Patria, della libertà, oggi anche della democrazia e della civiltà.
putroppo ci sono anche gli str***i insofferenti a questo mondo ma è l’ora che si adeguino al giusto modo di pensare.
Per il rispetto verso gli altri ti invito a rileggere anche i commenti di altre persone dove, velatamente o meno, offendono. Su chi si esprime in altre lingue invece penso che dovrebbe avere rispetto per il paese che gli ospita (sono ospiti giusto?) e sforzarsi un minimo di scrivere in italiano (alcuni commenti per esempio di frank sono in inglese con la traduzione sotto, bene o male che sia fatta, anche gli altri potrebbero seguire il suo esempio)
11:50 am
COMPLETAMENTE OT
Volevo scrivere al giornale per proporre una cosa, magari è una stupidaggine ma vabbè. potreste mica dirmi dove posso scrivere? grazie
p.s. visto che è completamente fuori argomento cancellate pure questo commento.
5:47 pm
Non mi da fastidio se qualcuno vuole scrivere con uno pseudonimo. Dr Johnson stesso a scritto come The Idler (Il Pigro). Uno pseudonimo non significa sempre che l’autore si vergogna della sua opinione. Eccetto quando i commenti non sono cortesi!
6:37 pm
Mi inserisco molto pacatamente esprimendo profondo rispetto per le idee altrui. Da qualunque parte e da qualunque voce esse provengano. Che provengano da belle persone tutte belle felici o da persone molto insofferenti. Questa è semplicemente democrazia. Anch’io sono un assiduo lettore di questa interessantissima testata e, come tale, rivendico la libertà di poter ascoltare voci semplicemente anonime come esprimere opinioni semplicemete senza dover mettere, per forza, il mio numero di telefono, come, peraltro, accade in ogni blog della rete. A tutti quelli che si scandalizzano di questo, vorrei ricordare che sono le IDEE che, semmai, si devono temere… non le persone!
Un appunto OT per l’admin: come mai i post non appaiono sul sito in ordine cronologico? Questo mi pare, spesso, fuorviante.
Saluti.
11:03 pm
Dipende per cosa si usa l anonimato. E’ vero che in molti blog fa tendenza ed e’ usato da molti per postare le proprie idee giuste o sbagliate, ma non ci si puo nascondere dietro a un nome inventato come l alcea per offendere e esprimere commenti puramente offensivi usando spesso parole volgari, sembra che si nasconda avendo quasi paura di essere riconosciuto. Ringrazio Luca che e’ intervenuto con fermezza contestando cio’ che e’ stato scritto. Comunque bygeorge ha ragione fanno piu paura certe idee che l anonimato.
9:16 am
La mia posizione contro l’anonimato ha un’origine quando, anni fa, in un forum in cui quasi tutti si postava sotto nick ho avuto esperienze negativissime e da allora mi sono ripromesso di non partecipare a discussioni con anonimi.
Di fatto on line partecipo solo ad un forum professionale che non consente anonimato e qua, su Giornaledibarganews, nonostante gli anonimi, perché qua ritengo che sul mio territorio e sul mio paese sia importante esprimere opinioni, giuste, sbagliate, inutili, controcorrente o di consenso che siano. Per far crescere questo territorio, se possibile.
Provocatorie, spesso, le mie: perché vorrei svegliare le coscienze e far riflettere.
Kit Carson scrive:” sì, rivendico il diritto di parlare come anonimo, fatto questo che ritengo, nelle discussioni on-line, un valore, e non una colpa. Infatti solo così ci si può concentrare sull’idea espressa, e non su chi la esprime, specialmente su argomenti così delicati come quello in commento sopra.
Si può parlare liberi da idee e pregiudizi, che anche inconsciamente siamo portati a mettere avanti quando si legge qualcosa, pensando a chi l’ha scritta. Ad esempio: “ah sì quello parla così perché é …”, oppure “facile parlare per lui …”, o altro ancora…”
Probabilmente ha ragione, perché purtroppo noi siamo portati a giudicare le persone e non le idee. Basta vedere come siamo guidati, da soggetti che si scannano tra loro per questioni personali, che rigettano proposte solo perché vengono da Tizio o da Caio senza valutare se hanno qualcosa di buono; che dicono “se vinco io fuori tutti gli altri…”
La rovina del nostro Paese…. le questioni personali: potessimo fermarci a riflettere e concentrarci sulle idee forse qualcosa in questa scassata Nazione cambierebbe, in meglio sicuramente.
Personalmente cerco di non guardare mai a chi scrive ma a cosa scrive, però ribadisco la mia idea: è più difficile scrivere cosa veramente si pensa e un’idea sulla quale si vuol far riflettere gli altri mettendoci la faccia. La faccia è un’identità, una firma, un suggello delle idee. E non si cambia bandiera, messa la faccia (in realtà siamo abituati ormai anche a questo…). Si perdono lavori, per averci messo la faccia o espresso idee. Si viene additati, se non si è con la maggioranza. Si viene esclusi dalle compagini sociali, quando si è andati contro a qualcuno.
Scrive Bygeorge: “A tutti quelli che si scandalizzano di questo, vorrei ricordare che sono le IDEE che, semmai, si devono temere… non le persone!”
Giusto.. tant’è che io ho scritto “
Sono più criminali quelli che uccidono con la penna e con le idee che con le armi.
E qualcuno (gli anonimi è giusto che rimangano tali) mi ha risposto che dovevo scrivere meno ca***te (se non ho letto male gli asterischi non è proprio un complimento. Perché le idee uccidono più che delle armi, quando sono portate alle estreme conseguenze (nazismo, fascismo, comunismo…. anche le religioni spesso…); perché con un bell’articolo di giornale si può decretare la morte civile di qualcuno (Dino Boffo, il primo che mi viene in mente, ma anche Marrazzo e centinaia di altri…) o quel genitore che anni fa fu accusato di aver violentato le figlia, poi scoperta ammalata di tumore. E non c’è risarcimento o scuse che tengano, dopo.
Comunque voglio riportare la discussione alle idee, e non ai personalismi.
Scrive L\’Alcea: “avete celebrato? vi siete sentiti più italiani domenica scorsa? avete cantato l’inno e sperato anche voi di stringervi a coorte ed esser pronti alla morte per la nostra grande Nazione? si…bene, sono contento per voi. E ditemi, la nostra Patria ora va meglio? vi sentite migliori e utili dopo aver celebrato questa ricorrenza? si! adesso che avete avuto la possibilità (come in ogni fottuta celebrazione) di dimostrare quanto siete italiani tutti i problemi del nostro paese sono finiti, chissene frega se la nostra nazione naviga in un mare di merda (permettetemi la parola) l’italianità la si dimostra sventolando un tricolore per una qualsiasi celebrazione! … Ora posso tornare a pensare a ben altri problemi, per esempio il mio futuro, e a cose un po’ più sensate del 4 novembre (andare al bagno è un altro esempio), per tutto il resto, parafrasando una grande band italiana, -invece di pensare continua a celebrare-”
No. Non ho celebrato. Non ho cantato l’inno; lo conosco bene, ma non lo canto più da quando chi guida questa nazione, e sono ormai alcune decine d’anni, mi ha fatto perdere il gusto di cantarlo. E non mi sarei sentito certo migliore o più utile.
Si, però; ho celebrato. Fuori delle celebrazioni ufficiali ho ricordato, nel mio pensiero, nelle mie riflessioni, nella preghiera, chi per l’Italia ha speso la giovinezza, la vita stessa. Chi, mandato al macello senza sapere perché, ha creduto in un ideale di unità. Ma lo faccio spesso e non solo il 4 novembre.
Il 4 novembre è più un giorno per ricordare chi, in armi, serve ancora al nostro comune interesse (Carabinieri piuttosto che Polizia, Guardia di Finanza piuttosto che Esercito) e che ancora impegna la sua vita a servizio della Nazione non solo nei teatri di guerra (da dove li toglierei e riporterei a casa oggi stesso…) ma soprattutto nei teatri di calamità. Pronti però a difendere, anche con le armi, i cittadini da chi per i cittadini rispetto non ha.
Ecco, quel passaggio mi è sembrato offensivo, non certo per me (anche se postata direttamente in risposta a me e non all’argomento principale di discussione) ma per l’intera comunità italiana. Per chi ha perso parenti, genitori, nonni, amici nelle due ultime guerre e nella resistenza. Per chi, da quelle terribili esperienze, ha saputo costruire qualcosa di utile per tutti noi.
Idea mia, ovviamente, condannabile e non condivisibile.
Scrive Salvoni: “Patria, civiltà, onore sono solo maschere ideologiche che nascondono interessi economici e/o di carattere geopolitico; è la struttura economica a determinare i rapporti di dominio e di scontro: le politiche di potenza degli stati moderni, con la guerra, non fanno che dare sfogo a questa impellente volontà di supremazia politica ed imperialista. La sovrastruttura ideologica (patria-civiltà-nazione-sangue) non serve ad altro che a camuffare lo squallore di tali finalità ultime degli scontri bellici.”
Su questo potrei anche essere d’accordo. Ma come cambiarlo? Non certo dimenticando il passato, ma semmai, rifiutando il futuro che qualcuno vuole in questo modo. Smettendo di dar corda alle multinazionali che questi interessi supportano. Troppo difficile? Certo, bisognerà fare a meno di molte cose…. Tornare un po’ all’antica… proviamo almeno.
Però è interessante l’idea per cui non conoscendo l’autore ci si concentra di più sull’idea espressa. Andrebbe esportata a livello politico, ora che si parla di riforma della legge elettorale. Nessuna lista, nessun nome, solo elenchi di idee riconducibili ad un nickname per eleggere i parlamentari, i governanti, i consiglieri comunali. E nelle sedute tutti col cappuccio in testa, in modo da concentrarsi sull’idea e non sul partito. Un po’ come la Massoneria…
A, no. E’ già così!
10:02 am
dunque, dopo i miei interventi non avevo più voluto intervenire perchè l’argomento si era a mio giudizio palesemente trasformato in off topic, ma visto che ormai si sta tornando sui binari, mi sono sentito in diritto esprimere anche la mia opinione. l’anonimato a mio giudizio è una forma di democrazia anche nel web, proprio perchè, come dice Kit Carson, e sono d’accordo con la sua opinione, permette di diffondere le idee senza pregiudizio sulla persona. spesso ci si ferma non all’idea in sè, a a chi la esprime, così annichilendo la valenza propositiva per partito preso.
dunque ben venga l’anonimato se deve servire a trasmettere e veicolare idee, opinioni, proposte. in fondo con la registrazione e l’indirizzo email, qualora si ravvisassero comportamenti scorretti sarebbe sempre possibile rilevare l’indirizzo IP e procedere verso la persona respnsabile.
quello però che mi preme far notare è un’altra cosa: Alcea con le sue provocazioni ci ha sì portato a riflettere, ma nello stesso tempo, complici anche un paio di persone che hanno abboccato alle sue provocazioni come lucci (o tonni, scegliete voi il pesce meno furbo), è riuscito a scatenare una vera e propria “flame war” come viene chiamata in gergo forum. di conseguenza, attenzione al comportamento posto in essere dai troll, che possono, grazie all’anonimato, abusare di questo mezzo. quali rimedi? semplicemente uno: non abboccare all’amo e smettere di “dare da mangiare ai troll”, come vengono chiamati i “provocatori” dei forum. in questo però, proprio per salvaguardare il valore del’anonimato, ci possono aiutare gli amministratori (cosa peraltro che hanno fatto prendendo posizione non appena la flame war si è scatenata dopo i primi off topic.)
10:38 am
Grazie di avermelo ricordato, Giacomo.
Sono sempre stato abbastanza luccio, forse è per questo che infervoro un po’ troppo nelle situazioni.
Ma anche ai lucci ogni tanto piace mangiar sardine…
10:52 am
guarda…pososo garantirti che sei l’unico a cui non mi riferivo…visto che non hai nè scatenato nè partecipato alla flame war.
10:57 am
poi è chiaro che comunque sia la flame war è cominciata dal momento stesso del primo commento e il resto è sussuguente, ma l’esplosione è stata data dai cacciatori di Troll e da chi l’ha appoggiato all’inizio. si torna comunque al solito problema…non date da mangiare ai troll!
11:13 am
Sai com’è, antiquato, rimbambito e quant’altro si possa scrivere di me… facile!
Però mi sono divertito lo stesso.
Potessi farTi partecipare ad un certo forum (per fortuna o purtroppo blindatissimo…) Ti divertiresti un mondo.
Sono quasi lo spauracchio, il bau bau, il cattivissimo della situazione (e oltre alla firma ci metto anche indirizzo – obbligatorio – e foto); peccato che i maltrattati poi mi scrivono in pvt…. e non per lamentarsi!
6:29 pm
Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che rappresentano queste idee. (Leo Longanesi)
.
Giuseppe Luti
9:23 pm
Allora vuol dire il Sig. Longanesi era turbato dai baffetti di Hitler, non dal nazionalsocialismo!
Bhè… tutti i gusti son gusti!
10:16 pm
povero Longanesi…anni di conquiste civili per scoprire che era sempre un allievo delle antiquate (e campate in aria) teorie di Lombroso…
2:57 pm
Ghiloni le auguro di non finire mai fre le mani dei coraggiosi ragazzi che hanno massacrato aldrovandi, sotto quelle che hanno accarezzato i ragazzi della Diaz o quelle che , 2 settimane fa, hanno massacrato a manganellate, uccidendolo, un cane. Le auguro (ma vista l’età magari non ne ha più bisogno) di non ritrovarsi in piazza a chiedere un lavoro e a farsi fracassare la testa da uno dei tanto coraggiosi difensori del popolo. Lo so che non è tutto marcio ma il fatto di non ribellarsi a queste cose che rende la parte buona complice.
Mrakic lo sa che con il maltrattamento dei Troll si va nel penale? Ci sono troll nel mondo che muoiono a causa di gente come lei.
4:08 pm
Le teste di …. cane esistono dappertutto, così come le mele marce. Il problema è se chi le comanda è più marcio di loro. O se sfuggono al controllo.
Ma non per questo si può generalizzare.
Altrimenti si arriva al paradosso che si starebbe meglio senza esercito, polizia, carabinieri e via dicendo.
Agli ordini illegittimi si può disobbedire, anche con la divisa. Al massimo ti cacciano via.
Anche nelle forze armate si rispecchia la società che gli sta attorno.
E non è non ricordando i fatti passati che si migliorano le cose.
Il ricordo serve anche a far si che non si ripetano, che si possa migliorare.
Purtroppo (idea mia) ci siamo assuefatti alla droga dell’esiste solo il bianco o il nero, il buono o il cattivo, il violento o il pacifista.
E così facendo si è perso di vista la via di mezzo che probabilmente è sempre la soluzione più equa.
Ma a pensarla così siamo ormai una sparuta minoranza che non merita neppure l’onore della statistica.
6:36 pm
A proposito di “via di mezzo”… attenzione a “non morire di tattica”!!!
Saluti…
7:14 pm
Non l’ho capita
Forse perchè a quest’ora non sono più lucido a sufficienza…
E, comunque, non era certo un riferimento “politico” il mio.. lungi da me!
11:14 pm
penso che io (povero stro**o) che offendo le forze armate sia uno degli ultimi problemi di questo paese viste le condizioni in cui versa e per quali grandi valori i giovani oggi riempiono le piazze….http://www.youtube.com/watch?v=qOEZIqTKNws
12:08 am
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4oftPI4mBpE