Lettera da un Ibis non troppo fortunato
Come dice Domino, “l’Italia è un paese dove si possono incontrare trogloditi armati di fucile con un livello culturale probabilmente inferiore a quello che avevano i loro avi trecento o quattrocento anni fa” e, dopo l’aquila uccisa sulle Alpi Apuane, è il turno di alcuni splendidi Ibis eremita presi a fucilate in provincia di Livorno. Domino è uno di loro e ha scritto una lettera che riporto fedelmente qui sotto.
Ciao amici,
Vi scrivo dal Centro di Recupero per la Fauna Selvatica CRUMA della LIPU a Livorno.
Purtroppo anche Goja e Jedi sono state abbattute da fucilate due giorni dopo che era successo a me. A loro è andata decisamente peggio. Goja è morta dissanguata in braccio ad Anne Gabriele che cercava disperatamente di soccorrerla. Non c’è stato nulla da fare. Uno dei pallini ha centrato in pieno un grosso vaso sanguigno toracico. Deve avere sofferto tantissimo, e mi piacerebbe credere che sia stata perlomeno una cosa veloce, ma dai dati estrapolati dal suo trasmettitore GPS so che è rimasta in vita ad agonizzare per quasi mezz’ora. Goja, è stata la prima e l’unica di noi che sia riuscita a fare il viaggio migratorio di andata e ritorno senza l’aiuto degli amici umani con i piccoli aeroplani. Non solo è morta un’amica, è morta una leggenda.
Jedi sta molto male. Ha una zampa e un’ala spappolate dal piombo, ma soprattutto, la cosa più grave è che un pallino gli ha perforato l’addome e questo preoccupa molto il Dottor Ceccherelli che sta facendo di tutto per salvarlo. Jedi ed io siamo vicini di stabulario, ma non riesco ad interagire con lei; posso solo vedere la sua atroce sofferenza, e credetemi, non c’è dolore più grande del dolore di chi ami!
Amici miei che siete sempre a nord… so che resistere all’inquietudine migratoria è impossibile, quindi non vi chiederò di non partire.
Spero di rivedervi tutti sani e salvi. Non so dirvi se ci rivedremo a breve in Maremma o più avanti in Austria o in Germania, ma credo che il mio prossimo viaggio lo farò con uno dei furgoni del Waldrappteam. Per tornare a volare c’è tempo.
Volate alto!!!
(c) RIPRODUZIONE RISERVATA










barganews
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9:24 pm
Naturalmente sono con te… Emilio.
A proposito di cacciatori, ne conosco alcuni che non sapendo come “ammazzare” il tempo, dato che i “loro uccelli” languono, sparano alle cime dei faggi.
Sai… devono tenere calde le loro canne… non si sa mai!