In Garfagnana e Medivalle è allarme cinghiali
“O Noi, o Loro. Se nessuno fa qualcosa resteranno solo i cinghiali, i daini e i cervi perché noi non ce la facciamo più”. C’è chi ha smesso addirittura di coltivare, chi si è rassegnato a chiedere il risarcimento dei danni ogni anni all’Ambito Territoriale di Caccia e chi ha provato con i recinti elettrici che a volte funzionano, ma molto spesso no. Sono tutti esasperati, delusi e, ancora peggio, disillusi dal fatto che qualcuno, a questo punto, possa risolvere una situazione che ha superato ogni confine di pazienza. I cinghiali non sono più un problema, sono un’emergenza di proporzioni enormi da trattare con azioni straordinarie. Mangiano, devastano, distruggono, scardinano strutture, muri a secco, si riproducono a velocità incredibili e non temono più nemmeno l’uomo tanto da spingersi tra le case, nei giardini, a pochi passi dai tavoli della cucina.
A lanciare l’ennesimo allarme è Coldiretti costretta, quasi ogni giorno ormai, a raccogliere le frustrazioni degli agricoltori per un’emergenza che nessuno sembra in grado o voler risolvere.
“Resteranno solo cinghiali e cervi nelle campagne perché le aziende agricole si sono stufate di seminare per non raccogliere niente; siamo diventati, senza volerlo, i principali foraggiatori dei cinghiali – spiega Dina Pierotti, Presidente Provinciale Coldiretti – E’ palese che le azioni fino a qui intraprese non hanno funzionato, oppure, hanno funzionato davvero male. I danni sono in continuo aumento nonostante gli abbattimenti ed i prelevamenti.
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