Sei regole per un albero felice (il nostro!)

10/04/2012 6:17 pm 0 comments

Prendo spunto da una domanda che mi è stata rivolta in questi giorni per scrivere il primo di una serie di articoli dedicati al verde ornamentale.

La domanda riguarda gli alberi che abbiamo in giardino e una delle operazioni che si svolgono, di solito, nella stagione fredda: la potatura. Prima di parlare di questo tema, però, vi propongo una riflessione e sei regole che International Society of Arboriculture promuove da anni per tutelare il patrimonio arboreo ornamentale.

Iniziamo con la riflessione: il giardino non riproduce le condizioni di vita in natura delle specie utilizzate a scopo ornamentale che spesso sono originarie di luoghi molto lontani. Ciò condiziona la vitalità degli alberi fino a determinarne la sostituzione (o la morte) in tempi molto più brevi della “speranza di vita” dello stesso esemplare nell’ambiente d’origine. Di converso, in ambiente urbano non mancano motivi, più o meno razionali e fondati, per cercare di prolungare la vita di un albero anche quando essa volge al termine. Il vecchio cedro del Bastione del Fosso di Barga è un caso esemplare in tal senso: il valore assunto dall’albero motiva tentativi di salvare la pianta che in altri contesti possono non essere nemmeno presi in considerazione. Possiamo chiudere la nostra riflessione sottolineando che un albero ornamentale è un albero coltivato in uno spazio in cui sono vigenti leggi e regolamenti vari. Su questo torneremo in un apposito articolo.

Vediamo le sei regole da rispettare per avere alberi felici:

  1. non si deve mai piantare un albero in uno spazio inadeguato che costringerà a potature irrazionali: se non ci sono le misure giuste è meglio mettere a dimora arbusti e piante erbacee che spesso danno ottime fioriture;

  2. per i primi due anni successivi al trapianto e, soprattutto, nei periodi siccitosi è fondamentale provvedere a periodiche annaffiature capaci di bagnare il terreno in profondità;

  3. in prossimità degli alberi si deve evitare di eseguire scavi, riporti di terreno e ogni altra operazione che possa lesionare le radici (molto più superficiali di quanto si crede!) o costipare il terreno;

  4. il tutore che abbiamo posizionato al momento del trapianto può rimanere a lungo accanto alla pianta ma le legature devono essere rimosse non appena l’albero dimostra un’indipendenza meccanica e una propria stabilità; in ogni caso esse non devono danneggiare l’albero;

  5. gli alberi non devono essere capitozzati: i grossi tagli di potatura favoriscono la carie, ossia il disfacimento del legno interno di rami e fusto, con pesanti conseguenze per la sicurezza di chi frequenta il giardino; per di più le potature drastiche favoriscono un riscoppio vegetativo con crescita incontrollata di “succhioni” antiestetici e più deboli dei rami originali

  6. gli alberi non sono come gli animali: ferite apparentemente insignificanti possono manifestare i propri devastanti effetti anni dopo; il rasaerba è spesso inconsapevole artefice di lesioni alla base delle piante: è buona regola mantenerlo ad una distanza adeguata dagli alberi.

Ora che abbiamo scoperto queste regole magiche dobbiamo tornare, per concludere, sull’argomento della domanda: la potatura degli alberi.

E’ opportuno sapere che essa non è, al contrario di quanto spesso si pensa, sempre necessaria. La casistica è varia ma possiamo dire con certezza alcune cose. Un’albero giovane può essere potato, nel rispetto delle proprie caratteristiche, per ottenere una certa forma o un certo ingombro. Per il resto non ha alcuna necessità di essere potato. Un albero ormai adulto può avere necessità di interventi davvero modesti come la rimozione delle parti secche, malate o pericolanti. Un mito da sfatare è quello che un albero ormai troppo grande vada potato per abbassarlo: se non ci sono particolari condizioni che motivano un pensiero simile, l’albero cresce dimensionandosi dal punto di vista meccanico ed è capace di stare in piedi da solo!

La potatura invernale (o secca) è meglio eseguirla alla fine dell’inverno quando, ragionevolmente, i danni da gelo e da neve sono già avvenuti e il nostro lavoro potrà tenerne conto. Inutile dire che potare un albero maturo significa operare in altezza e che questo richiede abilità di almeno due tipi: saper potare correttamente e essere capaci di lavorare in altezza in condizioni di sicurezza.

Sui giovani alberi, oltre a quella invernale, si può fare anche una potatura estiva (o verde), ma di questo parleremo tra qualche mese.



(c) RIPRODUZIONE RISERVATA

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