Vivere in Piazza Angelio
Durante questa estate una persona, non mi ricordo esattamente chi, ma comunque concordo con lui, mi disse che a Barga ci sarebbe stato bisogno di incrementare lo spirito “rionale”. L’orgoglio di appartenere ad una specifica zona della cittadina che poi si riconduce anche ad una maggiore solidarietà tra la gente del solito posto ed a tutta una serie di fattori positivi come l’impegno comune per abbellire le vie dei propri rioni o per salvaguardarli.
A Barga in effetti questo spirito, questo piacere di appartenere o all’una o all’altra zona lo si è un po’ perso, salvo qualche rara eccezione.
Sfido molti di noi oggi a conoscere esattamente tutte le famiglie che ci stanno attorno o ad aver condiviso con loro particolari momenti conviviali, ma anche fatti meno belli. O tantomeno a lavorare insieme per la salvaguardia di un certo luogo. Accade, ma non sempre è così.
Certo i tempi sono cambiati, i costumi ed i modi di vivere sono diversi e si è più gelosi della propria privacy per cui l’interesse di un vicino può essere visto spesso come un’intrusione. Però è vero che con tutto questo si è perso anche lo spirito di appartenenza ad un territorio, ad una chiesa, ad un rione o ad una via o ad una piazza e questo va sicuramente a discapito delle peculiarità e delle differenze che prima si vivevano in Barga Vecchia, come al Sacro Cuore, o come a San Rocco e così via.
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