Un gesto da sottolineare
Certi gesti hanno la capacità di raddrizzare giornate “storte”, nate male fin dal primo mattino, quelle in cui ogni azione non sortisce l’esito prefissatosi, lasciandoci l’amara sensazione di essere perseguitati dalla sfortuna.
Certi gesti hanno la forza di riconciliarci con il mondo e con i nostri simili, verso i quali, sempre più spesso, di questi tempi, siamo portati a nutrire sfiducia e diffidenza.
Il 20 giugno era stata una giornata di quelle nere: l’avevo iniziata sfidando un bel gatto nero che, lento e tranquillo, mi aveva attraversato la strada.
Orgoglioso di me stesso, non avevo ceduto alla sciocca superstizione come, invece, aveva fatto i passante fermandosi in attesa che qualcun altro (io, in questo caso) lo precedesse e stornasse, così, la cattiva sorte che il felino sembrava preannunciare.
Me ne erano poi capitate di tutti i colori lungo il corso della giornata, fino ad accorgermi di aver smarrito il telefonino, una disgrazia anche questa, ormai, visto il nostro modo di vivere.
Era cominciata un’affannosa ricerca senza esito alcuno:chissà dove l’apparecchietto si mimetizzava,amesso che non l’avessi perduto per strada.
Avevo deciso di desistere, quando improvvisamente il suo squillo mi ha fatto sussultare e mi ha guidato verso di lui.
Erano passate di poco le 23 e, dall’altro capo del cellulare, una voce conosciuta mi ha sorpreso:”ma lei va in giro sempre con tanto denaro?
Mia moglie Paola ha rinvenuto un portafogli, il suo senza dubbio”. Confuso e interdetto, ho portato istintivamente la mano alla tasca posteriore, vuota, naturalmente e ne prendevo coscienza in quell’istante da una voce, fortunatamente, rassicurante.
Che dire al Prof. Paolo Giannotti che non aveva esitato neppure per un attimo e si era preso la briga di avvisarmi tempestivamente sollevandomi così da mille fastidi e problemi?
Grazie è doveroso, non è poco.
Ho pensato che fosse opportuno far conoscere il suo gesto, così naturale per lui e sua moglie, ma per nulla scontato, dato il momento che siamo tutti attraversando.
Il vostro, Professore è il gesto di persone integerrime, che risolleva il morale e l’autostima di noi italiani, così spesso ridotta ai minimi termini.
Una ragione di più per esprimerVi una mia personale gratitudine e dirvi che siamo orgogliosi, come barghigiani, che abbiate scelto la nostra cittadina per far crescere i Vostri figli ed operare.
yours sincerely
Salvi Guido
ps. a questo punto, Professore, mi levi un dubbio, ma il gatto nero, secondo lei, porta fortuna o sfortuna?
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barganews
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3:43 pm
Basta conoscerlo soltanto superficialmente, per rendersi conto che il prof.Giannotti ha le stimmate del filantropo (e lo stesso dicasi per la gentile signora).
Non resta che associarsi all’ultima frase dell’articolo: “Una ragione di più per esprimerVi una mia personale gratitudine e dirvi che siamo orgogliosi, come barghigiani, che abbiate scelto la nostra cittadina per far crescere i Vostri figli ed operare”.
Se si può aggiungere qualcosa: mancavate giusto voi per completare l’album…