Castelvecchio Pascoli come l’Ucraina, gatti avvelenati da circa 10 anni
Castelvecchio come l’Ucraina, dove per far più belle le città per gli Europei sono stati avvelenati e sterminati i cani randagi. Qui la questione è un po’ diversa, ma la crudeltà è la medesima. Decine e decine di gatti negli ultimi dieci anni, sono stati sistematicamente avvelenati. Tutti utilizzando un micidiale veleno per lumache, la Metaldeide.
Il veleno viene usato nelle coltivazioni e per la difesa delle piante e quindi si potrebbe anche dedurre che si tratti di avvelenamenti accidentali, ma le testimonianze e le prove raccolte in questi anni non lasciano dubbi. Qualcuno avvelena i gatti della zona e lo fa sostanzialmente per ucciderli.
La zona di Castelvecchio più colpita è la località La Foresta di Sopra. Qui, periodicamente, si assiste ad una vera e propria strage di gatti. Alcune famiglie, particolarmente vicine ai gatti e che ne allevano in gran quantità, sono state quelle più colpite. Gli ultimi sette sono stati avvelenati nei giorni scorsi e nella maggior parte dei casi non è stato possibile salvarli. Domenica gli ultimi interventi d’urgenza dello studio veterinario Andreotti e Lucchesi di Barga che nel corso di questi anni ha assistito a diversi di questi casi di avvelenamento.
A lanciare l’ennesimo grido di allarme è stata con una lettera inviata alla stampa, Manuela Bollati di Barga che è intervenuta dopo aver appreso di altri due casi avvenuti nei giorni scorsi. In realtà poi è emerso che l’avvelenamento aveva fatto molte più vittime.
La Bollati comunque scrive:
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barganews
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8:47 am
Questi casi si ripetono purtroppo in continuazione senza che nessuno intervenga. In un nostro articolo di Aprile avevamo segnalato lo stesso problema a Torrite nel comune di Castelnuovo dove purtroppo si è ripetuto in questi giorni. Come abbiamo detto in varie occasioni la nostra zona è soggetta come nelle grandi città, a casi di maltrattamenti e di malgoverno e quando ne veniamo a conoscenza li segnaliamo alle istituzioni. Regna ancora troppo silenzio da parte della gente e quindi ripetiamo il nostro detto “Io vedo … sento …. ma non parlo – Il tuo silenzio è complice del maltrattatamento. Diventa la voce degli animali indifesi !” Esistono le leggi che vanno rispettate e spetta alle istituzioni intervenire per farle rispettare.
In questo caso vi riporto la relativa ordinanza:
Il Ministero della Salute ha emanato una nuova ordinanza (Ordinanza 10 Febbraio 2012) di divieto di utilizzo e di detenzione di esche e bocconi avvelenati.
Il provvedimento è sulla Gazzetta Ufficiale n.58 del 09 Marzo 2012 e fa seguito al verificarsi di avvelenamenti e uccisioni di animali domestici e selvatici a causa di esche o bocconi avvelenati, accidentalmente o intenzionalmente disseminati nell’ambiente. La presenza di veleni o sostanze tossiche rappresenta un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini, a causa della contaminazione ambientale, con conseguenti danni anche al patrimonio faunistico, comprese le specie in via d’estinzione e all’ambiente.
L’ordinanza è in vigore dal 9 marzo 2012.
L’adozione dell’ordinanza 18 dicembre 2008, e successive modificazioni, ha reso possibile un maggior controllo del fenomeno con significativa riduzione dell’incidenza degli episodi di avvelenamento e con individuazione dei responsabili che sono stati perseguiti ai sensi delle norme penali vigenti. L’anno scorso, il Ministero della Salute ha anche realizzato delle specifice linee guida per favorire la massima efficacia attuativa delle norme, che vengono ora confermata “nelle more dell’emanazione di una disciplina organica in materia, mantenere le misure di salvaguardia e prevenzione”.
Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia conclamata, emette diagnosi di sospetto avvelenamento di un esemplare di specie animale domestica o selvatica, ne da’ immediata comunicazione al sindaco e al Servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente. Il medico veterinario invia all’Istituto zoo profilattico sperimentale competente per territorio eventuali campioni e in caso di decesso dell’animale anche la carcassa, al fine dell’identificazione del veleno o della sostanza che ha provocato l’avvelenamento, accompagnati da referto anamnestico utile ad indirizzare la ricerca analitica. L’invio di carcasse di animali deceduti per avvelenamento e campioni biologici da essi prelevati, nonche’ di esche o bocconi sospetti di avvelenamento avviene per il tramite delle Aziende unita’ sanitarie locali competenti per territorio o delle imprese convenzionate.
Una nota esplicativa, diffusa a novembre del 2011 dal Ministero sulle azioni di contrasto al fenomeno degli avvelenamenti, contiene la modulistica e le schede utili al medico veterinario nell’espletamento dei compiti assegnatigli dall’Ordinanza 18 dicembre 2008: dalla segnalazione di sospetto avvelenamento alla sua conferma. Le linee guida sulla corretta esecuzione delle procedure di intervento sono state presentate dal Ministero della Salute nel corso di un convegno organizzato da ANMVI, di cui sono disponibili le videorelazioni.
Il file pdf è scaricabile sul ns. sito http://www.arcadellavalle.it
Sonia Ercolini
Segretaria “L’Arca della Valle”