Barga è davvero turistica?

06/05/2012 10:07 am 33 comments

Sono quasi 10 anni che vivo a  Barga e me ne sono innamorato, qui ci sto bene e non ho motivi per andare via, non credo che lo farò e fin dove mi sarà possibile cercherò di rendere il paese più confortevole.
Ho iniziato una attività e cercato di far conoscere il paese fuori dal territorio ma ogni sforzo mi sembra vano se Barga continua a definirsi turistica a queste condizioni…
Anche se pochi la notano la situazione è sotto gli occhi di tutti.
Il collegamento della zona con la parola turismo è molto labile, non c’è un progetto concreto e duraturo per far si che il turismo possa decollare e il calo degli ultimi anni si è visto parecchio. Si “campava” sugli inglesi… ma finiti quelli?
Paesi più “poveri di bellezze” in giro per il mondo hanno più forza perché si sono uniti a creare dei percorsi, dalla Provenza alla strada romantica in Germania vi sono centinaia di esempi. Una via Lucca -Garfagnana sponsorizzata come si deve potrebbe portare tanto.
Ma guardando nel piccolo ci sono altri problemi.
Ho fatto una prova… con il mio amico Tom. L’ho mandato nei punti informativi (quelli in Barga nuova) e nessuno parla l’inglese…
bene…non dovevamo giocarceli bene i turisti stranieri. Non credo che mugugnando qualcosa dando una cartina in mano si faccia tanto.
Tasto dolente sono anche i negozi… a parte un paio tutti chiudono per pranzo e riaprono alle 16. Chiude pure il supermercato…
Ma non sarebbe il caso almeno nei mesi estivi sforzarsi a rendere vivo il paese? Dicono tutti che non c’è lavoro…poi se c’è da lavorare nessuno lavora. Paese strano l’Italia.
Per non parlare dei innumerevoli negozi sfitti, con vetrine sporche e sporchi dentro. Io sarei il primo ad investire in paese, almeno nella bella stagione, ma chi me lo fa fare di pagare 300-400 o più euro mensili per un buco dove poi devo versarci 10.000 euro per renderlo vivibile?
Se fossero messi diversamente io credo che anche il paese e la gente reagirebbe in maniera diversa.
Ultimo tasto dolente? I trasporti…
E’ da anni che quando torno verso casa alle 12:30 mi capita spesso di portare turisti a Barga perché sono a piedi.
Sarà un problema insormontabile far coincidere gli orari dei mezzi? Non credo.
Soluzione più facile? Farli scendere a Fornaci e non a Mologno, almeno nella lunga attesa dell’autobus possono trovare bar, gelaterie, negozi, ristoranti e bagni aperti per passare un po’ di tempo.
Magari uno su dieci deciderà di tornare.
Sarebbe senz’altro già una buona vittoria.

Leonard Cornelli



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33 Comments

  • Ciao!

    Appoggio completamente il tuo comentario. Io sono francese e il mio ragazzo è di Barga. Quando sono arrivata circa 3 anni fa a Barga per la prima volta e che sono tornata durante le ferie avevo l’immagine di questo paese incantato dove fa bene vivere. Lo è. Soltanto che, anche se puo sembrare strano, i consigli che dai per rendere questa città ancora più accogliente, sembrano perduto nel labirinto kafkiano dell’amministrazione bargigiana.

    Essendo “la città più scozzese d’Italia” (hahahaha) Barga si accontenta. Il problema che verrà in giorno in cui questi scozzesi si stancheranno di venire anche se Paolo Nutini viene a cantare ogni estate!! I miei genitori che sono venuti l’hanno scorso non hanno trovato nessun paragrafo nella Guida del Routard (Lonely planet francese) a proposito di Barga, nessun consiglio per ristoranti, alberghi… ma come possiamo fare di Barga una città turistica (senza neanche diventare quello che dicevi a proposito della Provence che non è più una destinazione per noi francesi a causa dei prezzi…) se la città non è conosciuta aldilà di Glasgow?!

    Per i trasporti sono la prima a lamentarmi e, lo dico onestamente, a non pagare. E una vergogna monumentale. Ho preso più di una volta i treni in India e sono ancora più comodi!!! Bisogna che un gruppo di persone si rende a Lucca e fa una bella protesta oppure che nessuno paga il biglietto e forse qualcuno se renderà conto che cè qualcosa che non torna in Garfagnana. E il pullman, parliamone, l’altra volta l’autista aveva 10 minuti di ritardo (il pullman parte di Barga) e il pullman, come alla sua abitudine, fa schifo!

    A 3 mesi del Bargajazz non si capisce ancora come sarà… ci sono due siti internet e non si capisce niente! Volevo fare pubblicità in Francia, mettendo delle locandine nelle sale di concerti parigini ma per il momento non ci sono locandine, neanche pubblicità… Purtroppo la mia iniziativa era espressione di volontà e di aiuto!!

    Insomma ti dico la verità, per quanto riguarda il lavoro, la gente che non parla inglese, i trasporti, alla fine ho concluso che la gente si rassegna. Non voglio tuffarmi nelle teorie finaliste ma “tanto è cosi” mi dicono tutti. E molto triste questo tipo di mentalità sopratutto quando hanno la fortuna di vivere in un bella città come questa ( e non è un “paese” anche se ce n’ha tutti gli aspetti al livello delle “attività”!) e che non la sfruttano come potrebbe essere.

    Spero che queste messaggi non saranno bottiglie lanciate nel mare!!

  • Barga Jazz 2012

    17 agosto: Dinamitri Jazz Folklore
    18 agosto: Gegè Telesforo Quintet
    19 agosto dalle ore 17: Barga IN Jazz con P. Funking Band
    19 agosto ore 21:30: Karima Ammar Quartet
    20 – 21 agosto: BargaJazz Contest 2012 (finali del concorso dedicato alle band emergenti)
    23 agosto: Stefano Bollani e i Visionari
    24 – 25 agosto: Concorso BargaJazz 2012 – XXV edizione dedicata alla musica di SUN RA con
    Gianluca Petrella & BargaJazz Orchestra diretta da Bruno Tommaso.

    http://www.giornaledibarganews.com/programma-2/

  • Grazie Keane, comunque anche con Marco abbiamo pensato che il sito non è molto chiaro. Quando vai su google e che cerchi “bargajazz”, arrivi su questa pagina… http://nuke.bargajazzclub.com/

    Se mi penso come una turista… non ci perdo tempo e chiudo. Non è neanche scritto in inglese (potrebbe essere scritto anche in tedesco e francese visto che un festival jazz puo interessare tanti turisti…). Prendete un grafico che vi fa un super sito avvincente visto che avete grandi musicisti quest’anno, bisogna fare il massimo! (opinione mia…)

    • Ho scritto la lettera per piantare un piccolo semino, non si sa mai che potrebbe crescere. Sinceramente ignorante in materia bargajazz per cui non avevo scritto niente e ringrazio Anais per l’appunto, fa sempre bene. Sono andato su google e ho cercato bargajazz ed in effetti ha perfettamente ragione lei. Guardando il sito come farebbe un turista semplice alla ricerca di informazioni direi che bargajazz è finito il 1 di giugno.
      Sempre un piccolo passo alla volta per migliorarsi…si potrebbe partire da qui.

      • Ma infatti il 1 Giugno la programmazione del Club è finita ( anche se abbiamo una riapertura extra il 22 ma è una cosa a se).

        Comunque non avevo mai notato che era il primo della lista su Google quando digiti Barga Jazz.

        Cercherò di attualizzarlo e rimandarlo al sito del festival.

    • Ciao Anais,
      il sito a cui accedi, che è fatto da me ( che sicuramente non sono un supergrafico date le mie scarse conoscenze in materia ) è il sito del Barga Jazz Club con la programmazione del Barga Jazz Club che è cosa diversa dal festival anche se ovviamente è collegato a questo con dei link e a volte con qualche articolo.

      Il festival ha un suo sito indipendente all’indirizzo http://www.bargajazz.it .

      Giusto per chiarezza.
      Poi se qualche socio vuole tradurlo ben venga, studiamo il modo per farlo in più lingue.
      Io non sono certo in grado.

  • Da barghigiano (o bargeo) militante, certi commenti mi sembrano francamente inaccettabili:

    “Dicono tutti che non c’è lavoro…poi se c’è da lavorare nessuno lavora. Paese strano l’Italia.”
    Non ne dubito, sarà detto anche in buona fede per “piantare un piccolo semino”, ma personalmente non mi sembra un primo passo azzeccato se si vuole lanciare una critica costruttiva o avviare una discussione senza pregiudizi.

    “Prendete un grafico che vi fa un super sito avvincente visto che avete grandi musicisti quest’anno, bisogna fare il massimo! (opinione mia…)”.
    Sarà, ma anche senza supergrafici o supersiti, BargaJazz va avanti dal 1986 e in questi 25 anni abbiamo avuto la fortuna di vedere, a Barga, gente come Lee Konitz, Charlie Haden e la Liberation Music Orchestra, Dave Liebman e Kenny Wheeler, giusto per citare i primi ospiti internazionali che mi vengono in mente, per non parlare degli italiani: ma quella è roba per noi provinciali che viaggiamo su mezzi di trasporto perennemente in ritardo.
    Non certo per i parigini…

    …E già che ci siamo: con tutta la buona volontà, dubito che da Barga possa partire un vento di rinnovamento per cui autobus e treni inizino a svolgere il loro servizio in modo adeguato. I più vecchi mi dicono che c’è stato un tempo in cui i treni arrivavano in orario, ma magari in quel ventennio c’erano altri problemi e sinceramente non so quanto valga la pena tornare indietro.

    In definitiva (e ripeto la premessa: parlo da provinciale), nei miei quaranta e qualcosa anni ho vissuto a Lucca, Montecatini e Firenze. In proporzione alle persone che ci vivono o che comunque la frequentano, Barga mi sembra decisamente viva, soprattutto nei mesi estivi, non soltanto grazie agli scozzesi.
    Certo, si può sempre migliorare, ma per iniziare a discutere sul come forse bisognerebbe approcciarsi con un po’ di umiltà, specialmente se siamo soltanto ospiti.

  • E pensare che sulla stampa locale ci invitava a chiamare la gente che veniva a Barga non più turisti, ma bensì “Ospiti”
    Ma che facciamo noi perchè si sentano “ospiti”?
    Gli diamo negozi chiusi la Domenica e i giorni festivi, gli diamo un Mercatino dell’Artigianato che è sempre più scadente di mese in mese, non gli diamo il pane
    fresco la domenica e i giorni festivi, gli diamo un Centro Storico vuoto di tutto, dal Fosso a Porta Macchiaia, a parte i ristoranti non c’è niente di niente, solo porte chiuse o stanze disabitate, e magari qualche sacchetto della spazzatura messo fuori senza rispettare le regole del buon vivere civile.
    *

    Nelle mie, ormai numerose uscite su tutta la stampa locale e non, ho sempre fatto presente e fatto constatare un grande menefreghismo, aldilà delle belle parole ufficiali di qualche papavero amministrativo/politico (che alla fine del salmo, si rivelano solo e soltanto tali, cioè solo parole, parole, parole…………….).
    E mi sembra che negli ultimi tempi, i dubbi e lementele per la gestione della Barga Turistica si stanno moltiplicando. E soprattutto si stanno moltiplicando,
    con commenti in senso negativo, da quelle persone straniere, secondo me più sensibili, alla bellezza di Barga e quello che potrebbe essere se gestito il tutto
    con più entusiasmo e anche spenseriatezza, ma con la consapevolezza che poi potrà dare soddisfazioni a tutti in seguito.
    Cominciamo ad esaminare qualche pecca. Una per volta, senza manie persecutive, termine che andava molto di moda e che anche ora viene largamente abusato da chichessia per giustificarsi.

    *****Barga’s Shame. Due signore, Maria Barry e Diana Smith ai primi di Aprile hanno denunciato lo stato di sporciza delle strade di Barga. Hanno detto chiaro e tondo che Barga è una città sporca, come del resto è vero ed è constabile tutt’ora.

    *****Il signor Leonard Cornelli, riesce a cogliere in maniera semplice i “drammi di Barga turistica” e coglie nel segno.
    Per fare di Barga un paese turistico servono:
    1) negozi aperti anche durante durante l’ora di pranzo e disco orario sospeso dalle ore 13 alle ore 16 per consentire un lasso di tempo maggiore a chi si vuol
    fermare un pò di più (soprattutto nel nostro interesse) senza l’assillo del disco orario che scade (che alla fine scaccia in “Clienti”)
    2) abbiamo avuto il coraggio di affermare che Barga come “la città più Scozzese in Italia”, ma parte gli Scozzesi, gli Inglesi, gli Australiani, i Finlandesi, i
    Canadesi, sono molto pochi i barghigiani che parlano l’inglese (nemmeno quelli dei punti informativi, di relativa recente istituzione) il che è tutto un
    programma!
    3) L’Ufficio Postale funziona a mezzo servizio, ma noi siamo una città turistica! provate ada andare a fare una qualsiasi operazione in Posta i primi giorni
    del mese. Se tutto va bene per mettere un francobollo o ritirare una raccomadata, si aspetta dalla mezz’ora ai tre quarti d’ora!
    4) I negozzi chiusi o sfitti. Beh, almeno teneteli puliti! E poi accontentiamoci anche di poco pur di non vederli vuoti e malinconici.
    5) I trasporti. E’ vero. se una persona riesce a prendere l’autobus, poi non riesce a prendere il treno. O viceversa.
    Ma fare scendere i “turisti” a Fornaci anzichè a Mologno, cambia poco, anche a Fornaci i negozi fanno la pausa pranzo.
    6) Altra grave mancanza la fa notare Mademoiselle Anais Demont. Nelle Guide turistiche che si usano e che usano soprattutto i giovani, Barga quasi non
    esiste, qualche riga, ma non troppe sulle guide TCI. Anche questo è un gravissimo handicap.
    7) Sono in molti ad avere il pensiero “tanto è così, non si può fare nulla” fa parte della mentalità dei barghigiani, la maggior parte dei quali sotto sotto si si
    lamenta sempre ma alla fine non gliene frega più di tanto e lascia fare, pur continuando a lamentarsi comunque.
    Manca l’orgoglio di essere Barghigiani. Non si può più campare senza lottare. Gli altri ci fanno fuori. Vedi la “bega Ospedale”. Noi si aspetta la Regione.
    Gli altri fanno di fatti.
    Giuseppe Luti.

  • Ciao Marco,
    io credo francamente, ripeto da ignorante del bargajazz, che bisogna estrapolare il discorso di anais dal contesto.
    I grandi nomi ci sono semrpe stati,bene e siamo tutti contenti. Sono il primo a fare la firma per averli sempre. Quello che anais intende dire è che se non si è nel settore e non si conosce il bargajazz non si verrà mai a sapere della sua esistenza, e se per caso uno lo viene a sapere e per curiosità ed interesse vorrebbe venire a vederlo, gli risulterà molto difficile sapere quando c’è visto che sul sito non tutto è chiarissimo.

    Per quanto riguarda i treni, lasciamo perdere….discorsi lunghi e al momento inutili.

    Per quanto riguarda il tuo discorso…interessante ma vedo che anche te uno spunto per partire a discutere, una idea, non l’hai nemmeno lanciata.

    • Ciao Leo,
      che il jazz sia una roba per appassionati lo sapevamo già: abbiamo avuto un sindaco che ha fatto molto per il turismo, ma non mancava occasione per rimarcarlo.
      Il suono delle cornamuse scozzesi invece piaceva a tutti, chissà perché…

      Altri (del settore) sostengono che il jazz sia come una flatulenza: piace solo a chi la fa. Sarà vero? Non credo: non ho mai fatto jazz in vita mia, ma sono felice di aver potuto ascoltare i grandi artisti di cui sopra (italiani compresi) senza dover affrontare un lungo viaggio.

      Ti ringrazio della benevolenza per aver trovato interessante il mio discorso, ma non mi sembra di aver detto niente di interessante: ho soltanto cercato di far notare che se si vuole discutere forse sarebbe il caso di partire da quanto già è stato fatto (o detto) in precedenza.
      E a questo proposito: magari qualche idea ce la potrei anche avere, come qualsiasi essere umano, ma non credo basti per autorizzarmi a dispensare consigli a chi certe manifestazioni (come BargaJazz o Opera Barga) riesce a tirarle avanti benissimo da tanti anni.

      P.S. Sui treni ha ragione: meglio lasciar perdere. E lo dico da ex pendolare…

  • Anche se poteva sembrare, il mio comment non aveva nessun intenzione di essere condiscendente o “parigino”. Se mi sono dato la pena di imparare l’italiano e di partecipare alla vita di Barga (Pro Loco…) mi sembra un punto positivo di entusiasmo e di volontà di far vedere a tutte le persone (anche francese che conosco) la bellezza di Barga.

    Non intendo assolutamente fare di Barga una città come Aix en Provence, dove i prezzi sono andati aldilà del Mont Blanc e le persone diventano sempre più asociale perché non riconoscono più l’essenza della loro città.

    Anch’a me fa strano sentire i stranieri parlare ( e criticare) un posto da dove non sono nati. Ma ormai siamo in un mondo globale dove dobbiamo sfruttare le idee di ogni persona aldilà della sua provenienza.

    I nostri messaggi, per quanto possono essere visti “stranieri” e con “poca umiltà” esprimono il fatto che amiamo Barga! Che un festival come quello ( e anche se non ho avuto la fortuna di vedere grandi artisti dal 1986) merita di essere condiviso, goduto, festeggiato.

    ps: Per quanto riguarda il grafico, viviamo ormai in una società pubblicizzata (è cambiato dall’1986!!) e la gente a bisogno di essere sicura della sua destinazione, di essere entusiasta di andare a questo festival perché ormai la gente riguarda molto al budget che spende per l’estate!!

    • Sicuramente darsi la pena di imparare un’altra lingua (a proposito: si dice “la gente ha bisogno”) e partecipare alla vita cittadina è un dato positivo, ma è positivo per te a livello personale. Non so se basta per poter dire “Comunque bisogna anche cambiare un paio di cose anche per il bene dei barghigiani”.

      Riguardo al grafico, lo so che la società è cambiata dal 1986: faccio il grafico da poco dopo il 1986, anche se non sono così bravo da fare “supersiti”.
      Magari sarebbe bello (o forse no) se, come dici tu, la gente potesse essere sicura della propria destinazione. Io credo sia soltanto un’illusione…

      • E arrivata l’ora di fare il professore! Grazie Marco! Ti meriti una carotta!!

        Dopo essere stata “parigina”, “condiscendente”, ormai mi toca essere “personale”, cioè “egoista”. Ma è possibile che un persona esterna puo partecipare alla vita di una città che non è la sua senza essere definita di “egoista”??!! Ma come puo essere “personale”, me lo spieghi??!! Voglio dire, vado alle riunione, provo di organizzare delle cose ma non sono mica per me, ma per tutti i miei amici, la gente in generale! Ma non c’ho neanche bisogno di giustificarmi.

        • Io invece ti devo una giustificazione.

          Hai ragione, scusa: l’annotazione sull’ortografia me la potevo risparmiare.
          Siccome però ti sei messa a studiare l’italiano, ho pensato che potesse esserti utile.
          Se ti sei sentita offesa, mi scuso sinceramente.
          Se invece pensi ti possa far comodo qualche consiglio…
          …si dice carota e non “carotta” (scherzo, ovviamente).

          Non ho mai usato i termini “condiscendente” (?) o “egoista”.
          Del primo non capisco il motivo. Sul secondo c’è un equivoco: penso davvero che aver fatto lo sforzo di studiare l’italiano e partecipare attivamente alla vita cittadina siano due grandi meriti personali (chiaro adesso?) che ti devono essere riconosciuti.
          Hai ragione anche quando dici “dobbiamo sfruttare le idee di ogni persona aldilà della sua provenienza”.
          Credo però ci sia una bella differenza, non solo di forma, fra affrontare con umiltà una discussione e spiegare agli indigeni cosa devono fare, specialmente quando, nel bene e nel male, qualcosina è già stata fatta anche prima del nostro arrivo…

  • Scusate mio italiano. Sono d’accordo che ci sono due o tre cose che si dovrebbe essere facile di migliorare. Per esempio, insistere che chiunque con un cane raccoglie suoi feci. Pero’ secondo me e importante che Barga non diventa un altra San Gimignano e sacrifica sua anima sull’altare di turismo. E controproducente. Amo Barga perche rimane una comunita reale e non artificiale. I turisti dovreberro sentire benvenuti, certo. Ma se tutto si e imperniato sul turismo perdiamo un equilibrio importante. I turisti non sono una categoria omogenea.

  • Quello che dice Elliot Grant, richiama quello che dicevo con l’esempio di Aix en Provence o la Provence in generale.

    Non dobbiamo fare di Barga un attrazione turistica, svuotando la sua anima e l’interesso della sua popolazione.

    Comunque bisogna anche cambiare un paio di cose anche per il bene dei barghigiani…

  • Purtroppo continuiamo a dire le stesse cose esponendo gli stessi problemi giorno dopo giorno mese dopo mese … stagione dopo stagione … anno dopo anno … ma il problema è che nessuno ci ascolta o non legge (o forse non vuole leggere) le critiche … la proposta di una navetta durante il periodo estivo è stata segnalata più di una volta … per rendere la città più accogliente basterebbe poco .. sarebbe sufficiente qualche cestino sulle via principali per tenerla pulita … qualche multa a chi lascia le deiezioni del suo cane … fornire i turisti … o “ospiti” con informazione turistica più completa in varie lingue ecc. … dare in gestione ai giovani i locali nel centro storico durante il periodo estivo sia per incrementare il lavoro giovanile sia per rendere la città più viva … creare un parcheggio adeguato per accogliere i bus turistici che arrivano sul Fosso … non sarebbero cose al di fuori della norma ne costose per un paese che potrebbe essere un gioiello turistico ed una preziosa fonte di economia e di lavoro.

  • Barga e’ un luogo interessante e bello, quindi potenzialmente attraente per alcuni turisti. I “superpianificati” che cercano i comfort del luogo (spesso citta’) in cui vivono vi si troveranno male. Coloro che apprezzano l’identita’ di un luogo e di chi ci vive, invece, troveranno Barga atttaente. Dico atttaente, non perfetta. Tra questi due profili ve ne sono una miriade di diversi.
    Sono dell’opinione che l’identita’ di un luogo sia piu’ importante di ogni altra cosa anche perche’ gli consente dib”sopravvivere” alle mode.
    Diverso e’, invece, il discorso merito alle opportunita’ da cogliere. I negozi chiusi dopo pranzo perdono l’opportunita’ di fare affari con i turisti. Tale opportunita’, tra l’altro, potrebbe crescere man mano che la loro apertura favorisce la reputazione turistica di Barga. Chi non capisce questo ha semplicemente deciso di non lavorare con i turisti, quindi non ha senso criticarlo.
    Riguardo al presunto disagio per i turisti, Barga soffre molto l’esser parte di un’area e una provincia in cui la promozione turistica e’ frenata da campanilismi e logiche perverse che per anni hanno diviso in due APT un territorio che offre tutto.
    Quello che c’e’ di interessante nei numerosi post e’, piuttosto, il disagio avvertito da chi vive a Barga rispetto alla mancata concretizzazione di quela vocazione turistica che viene attribuita a Barga. Il mio consiglio e’ di partire da questo per capire se Barga vuole essere citta’ turistica o meno.

  • C’è del vero negli interventi di tutti.
    Basterebbe poco, buona volontà soprattutto, per far girare bene la macchina organizzativa soprattutto su trasporti e pubblicità delle iniziative, così come per tenere pulito il territorio e rendere presentabile un po’ di più (ma giriamo intorno, non ci sono molti altri posti ben tenuti come Barga, a parte qualche dettaglio…)
    Un po’ diverso è il discorso commercio e negozi. Aperture prolungate per tanti non sono praticabili per i costi che comporterebbero per il personale, non c’è giro di clienti sufficiente. Personalmente ritengo addirittura sbagliatissime le norme che consentono aperture pressochè illimitate dei negozi, anche il commerciante è un uomo e ha diritto al riposo.

    Apertura di nuovi negozi? E con cosa? Chi finanzia una nuova attività, specialmente fossero giovani ad avviarla?
    Il discorso, di conseguenza, si riversa sui fondi vuoti. Se lo avessi e non trovassi nessuno che lo vuole utilizzare non avrei nemmeno stimoli a manutenerlo e renderlo presentabile.

    Il problema, purtroppo, fondamentale di questo momento è la situazione economica che non consentirà incremento i turisti e di acquisti, di questo dovremmo renderci conto. Non è una guida turistica in più o in meno il problema, non è un sito ben fatto che porta più turisti: sono i turisti che non ci sono perché non hanno risorse per fare i turisti.
    Ma a questo, mio modesto parere OT, nessuno sembra pensare.

    • Ciao Walter, per una volta e stranamente mi trovo in disaccordo con te. I turisti ci sono eccome e te lo dico in quanto per lavoro sono sempre a contatto con confesercenti e confcommercio. Lasciando perdere il caso degli italiani che hanno modificato le loro abitudini passando da vacanze lunghe a vacanze più brevi ma sparse durante l’anno (magari 3-4 week end lunghi) il turismo generale negli ultimi anni in italia è aumentato dal 20 al 40 % rispetto al 2010 a seconda delle zone (turisti UE) e, grazie alla oro situazione economica ovviamente, i tedeschi sono aumentati del 10%. Il 50 % dei turisti se li prende il Lazio e il secondo posto è della Toscana con il 30%.
      Sono solo numeri logicamente, ma visto che oramai si vive pensando al peggio (grazie alla tv) proviamo a prendere questi numeri con ottimismo per vedere se si riesce a fare qualcosa anche nel nostro piccolo. E’ tutta una catena a parere mio, senza snaturare Barga ma se io riesco a portare una persona a comprare da me io poi ho i soldi per comprare da te, e anche i soldi per pagare le tasse :-) .
      Logicamente siamo qui a chiacchera senza nulla di fondato o grosse pretese ma come i grandi della storia insegnano, le idee migliori si hanno chiaccherando o quando si è in bagno. Non si sa mai che chiaccherando spunti qualcosa di interessante :-D

  • Giusto, allora tanto per continuare a chiacchierare, dovremmo fare in modo di far passare dalla testa di molti nostri concittadini (estendo il discorso da Barga alla nazione – volutamente minuscolo) il concetto che quanto ci hanno detto negli ultimi 25/30 anni a livello economico va rimandato al mittente.
    Non può sussistere un’economia basata sulla finanza.
    Dobbiamo smettere di servirci da banche che fanno finanza.
    Dobbiamo ricominciare dall’economia reale, dal valore vero dei beni e della produzione.
    E, personalmente almeno, da un’economia con ritmi più “tranquilli”, a misura di persona e non di profitto ad ogni costo.
    Solo così si supererà lo stallo che attualmente sta mandando in tilt mezzo mondo. Ma l’hanno voluto le teste fini ed importanti del mondo

  • Ciao a tutti,
    ribadisco il mio piacere per aver attivato questa discussione ed aver trovato in tutti voi un appoggio e una speranza.
    Sperando che prima o poi anche l’amministrazione faccia sentire la sua voce (so che siamo a corto di soldi e non intendo vedere grossi progetti, mi basta anche un piccolo appello alla cittadinaza sul loro pensiero per cominciare)
    propongo di trovare un modo, una iniziativa per iniziare ad agire, anche in piccolo. Magari da uno si diventa 10.
    Avete qualche idea?
    La prima che mi viene in mente, semplice ed economica è trovarci un giorno con straccio e vetril e dare una pulita alle vetrine sporche dei negozi sfitti…e magari disegnarci due fiorellini :-)
    So benissimo che non “dovrebbe” essere compito nostro ma magari potrebbe diventare una piccola spinta.

  • Off the beaten track By Leyla Yasemin Tarhan (Pomona College)

    I have always considered myself to be an unconventional traveler. While others flocked to the beach for Spring Break, our family went camping in Northern California. But when I got to Florence, I stepped a bit out of this ethos. I had come to this city specifically to live amongst its tourist attractions – the Duomo, the Uffizi, the Accademia Gallery. It seemed foolish to ignore them.

    But even the Duomo can lose some of its appeal when flanked by crowds of tourists. And Italy is full of little-known towns and landscapes waiting to be explored. One excellent example of this is the Tuscan town of Barga, also known as “the most Scottish town in Italy.” Barga is not without tourism. The poet Giovanni Pascoli made it his home for many years, a fact which the town does its best to advertise. But Barga’s charm originates in its simple and stereotypically Italian character. And, of course, in the fact that few foreigners reach its streets.

    This may be due in part to its inconvenience. From Florence, one must first take a train to Lucca, then another to Barga Gallicano, then a bus or a cab into the city itself. But this is the nature of traveling off the beaten track. In avoiding well-traveled tourist routes, one also forfeits the luxury of convenience. In this more authentic version of Italy, the locals simply know how the system works. The result is that any foreigner must simply follow the crowd and his or her own instincts, for there are few signs to turn to. Stations are rarely announced on trains and never on buses. In the dark, traveling a complicated route becomes something of a game. If you win, you reach your destination. If you lose, you’re stranded in the middle of Tuscany.

    These trips are also devoid of built-in tourist-friendly activities. For example, there is a cathedral in Barga and one can tour Pascoli’s house. But beyond that, the unconventional traveler must invent his or her own entertainment and is thus forced to appreciate the location for its own character rather than for its buildings. In Barga, one can relax in a café or local restaurant, wander the steep paths of the medieval city, or venture into the mountainous surrounding countryside. It is certainly a different way to travel through Italy, but it is one that I would recommend to every exhausted tourist and study-abroad student in search of a truly authentic experience – source – http://www.flonthego.com/2012/lifestyle/04-18/off-the-beaten-track/

  • Brava Leyla
    “Tourism” is a word which covers many different types of travel, from individual travellers seeking the less travelled path to organised bus tours and including campervans! Barga must steer a careful line to avoid becoming “disneyfied”. Tourists arriving for a day sightseeing, munching burgers and leaving before nightfall will not find the real Barga, will not experience the real life of this magic town. We don’t need shops “open all hours” and restaurants without closing days. Barga is not like that, that is why travellers come here. Certainly we need improved bus links and we need a tourist information centre which cares.

  • Ron e Keane io penso che qui nessuno vuole trasformare Barga in una San Gimignano o simile, quello che in fondo tutti stiamo pensando è che molti degli introiti del paese (e anche del giornale di barganews visto che 3/4 della pubblicità sono hotel e similari) si basa sul turismo. Tutti (e dico tutti) si lamentano che c’è meno gente, c’è meno turismo, ci sono meno inglesi, ma nessuno sta facendo qualcosa per far rimanere i pochi che ancora vengono (io per primo sia chiaro). La magia di Barga la vedo anche io ma mi farebbe piacere che qualcuno la vedesse la magia…non solo io quando mi sveglio al mattino. Credo che alla fine convenga a tutti provare a sperare in un cambiamento…

    • Secondo me cè molta ipocrisia nei comment di tante persone (e non voglio risvegliare la rabbia di alcuni!)

      Quante volte abbiamo visto sul sito di barganews pubblicità senza fine per incitare gli inglesi, scozzesi a sposarsi a Barga con siti specialmente fatti per loro o anche pubblicità per gli alberghi di lusso.

      Se Alessandro e Vaina hanno aperto un negozio è perché sanno perfettamente che 60% della loro clientela sono dei stranieri e infatti il negozio funziona molto meglio d’estate. Se fanno anche lavorare Laura pensa che è anche un punto positivo rispetto alle poche possibilità di lavoro in zona!

      Non siamo al punto di fare di Barga un San Gimignano con turists tour e tutte queste cazzate ma comunque bisogna essere onesti e distinguere quello che sembra importante in questo periodo. Gli articoli recenti sul sito evocano chiusure di aziende… e quando andiamo nel centro di Barga possiamo vedere tanti negozi che non funziono più (con vestiti della regina Elisabeth durante gli anni 70) e quando i miei amici chiedono il prezzo perche hanno la volontà di rinnovare un locale e aprire un ristorante o chi sa che, i prezzi non sono neanche abbordabili!!

      Poi, altra ipocrisia, non vogliamo turisti ma come funzionerebbe il bargajazz senza i turisti? l’anno scorso ci ho lavorato e metà popolazione del bargajazz era straniera e molto contenti di aver partecipato a questo evento. Come pensate far funzionare il Bargajazz senza i soldi che portano questi turisti?

      • Ma voglio sottolineare che non voglio neanche vedere la bellissima Barga come Firenze dove gli americani vomitano nelle strade o di comportano di manera molto volgare… Se facciamo di Barga una città turistica bisogna anche mettere delle limite, quello che non fa Matteo Renzi!!

  • Grazie Leo, hai ragione.
    Devo dire chiaramente che ai nostri ospiti Barga gli garba com’é. Chi ha trovato la vera Barga tornerá 3,4..10 volte. Questi sono i turisti che dobbiamo trovare. Questo tipo di turismo richiede un po di lavoro da noi che lavorano nel settore, ma vale la pena. Quel altri che Veni, Vidi, Va, no.

    • Vedo che alla fine il pensiero è comune. Io, ron, anais, emilio, giuseppe la pensiamo,nonostante logiche variazioni, allo stesso modo. Ora qui vi chiedo: idee per cominciare? Non perchè non voglia proporla io (qualcosa ho già buttato là nei commenti passati) ma solo perchè sarà il caldo ma in questo momento la mia mente vacilla. :-D :-p

  • Il punto giusto per far andare avanti le cose sarebbe il Pro Loco che é giá in sella. Dobbiamo parlare anche con il Comune (con poco speranza), VaiBus(Clap)…..almeno per iniziare

  • Am I right in thinking that one big disincentive to the opening of more shops lies in the way that they are taxed i.e. on the basis of revenue imputed by floorspace rather than actual net profit? I have been told that this explains the closure of many otherwise viable small businesses. If this right – and I’m happy to be corrected by those who know the facts – then it’s beyond the power of the Comune or Pro Loco to remedy. But at a time when the Italian Government needs to increase its tax take I can see that it’s not easy to run the argument that a decrease in tax rates can produce an overall net fiscal improvement, however valid such an argument might be.
    I would also be interested to know if the owners of empty shop premises have any tax incentive to use them or let them out.

  • Sono tornato a barga dopo quasi un anno e purtroppo mi sembra di essere tornato indietro di almeno 20 anni. Parlando un po in giro l impressione e’ che non c’e’ la volonta’ da parte del comune a sviluppare o incentivare il turismo, non solo con la Scozia che in passato grazie a un buon lavoro commercela ha portato a Barga moltissimi turisti, pisa ha molti voli dall europa e ora anche dagli stati uniti su cui bisognerebbe investire. Ma a quanto pare non interessa alla nostra cara amministrazione comunale. Si da colpa alla crisi, ma dal regno unito questo fine settimana sono partiti migliaia di turisti con destinazione spagna, che nonostante sia in crisi nera riesce sempre a usufruire di un turismo eccezionale. Una persona senza fare nomi, ma che sarebbe meglio facesse seriamente il proprio lavoro ha anche dichiarato che e’ una salvezza per Barga non avere piu un legame con la scozia perche’ avrebbe portato solo ubriachi e problemi.

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