Per gli ospedali di Barga e Castelnuovo si prospetta l’addio del pronto soccorso
Per Barga e Castelnuovo si prospetta la perdita del pronto soccorso
E poi dite che non l’avevamo scritto. Che non avevamo lanciato tramite la stampa locale con articoli apparsi sia sul Giornale di Castelnuovo Garfagnana sia sul Giornale di Barganews, un allarme sul S. Croce e sul S. Francesco, secondo noi soggetti ad un lento svuotamento e chiusura per inedia. Ecco la prova delle nostre preoccupazione nell’assordante silenzio generale.
La notizia ha fatto il giro del web e poi è finalmente apparsa sulla stampa. Per 14 ospedali toscani con meno di 120 posti letto, scatta il rischio di perdere il pronto soccorso. Secondo il nuovo piano sanitario regionale infatti tutti gli ospedali che hanno meno di 120 posti – e Barga e Castelnuovo rientrano in questa casistica – finiranno nella cosiddetta “fascia A”. Ovvero chiusura dell’emergenza.
A lanciare l’allarme il consigliere regionale del Pdl Stefano Mugnai che ha poi sottolineato che gli stabilimenti di fascia A diventeranno unici poliambulatori. E tutto questo in un quadro di lento depotenziamento per far quadrare i conti.
«Si tratta di piccoli ospedali, soprattutto di aree montane, che rappresentano la coperatura ospedaliera per il 57% del territorio toscano e per un milione di abitanti», aggiunge Mugnai. «In gran parte sono ospedali di zone difficilmente raggiungibili dai capoluoghi di provincia e dai grandi monoblocchi ospedalieri, che senza le strutture destinate all’emergenza-urgenza e al primo soccorso si troverebbero in grande difficoltà. La Regione ha solo un obiettivo: risparmiare. Significa che nemmeno con i superticket riesce a far quadrare i bilanci delle Asl».
L’assessore alla sanità, Daniela Scaramuccia, non smentisce che alcuni ospedali saranno inseriti in «fascia A». «E’ vero che il governo vorrebbe chiudere tutti gli ospedali con meno di 120 posti letto, ma io, a Roma, mi sono opposta. E’ certo che in Toscana dovremo fare razionalizzazioni, ma scelte definitive ancora non ci sono. Assicuro che non useremo la mannaia: valuteremo il da farsi, zona per zona».
Ma quali sono gli ospedali che subriranno questi tagli: Fivizzano (Ms), Pontremoli (Ms), Barga (Lu), Castelnuovo Garfagnana(Lu), San Marcello (Pt), Volterra (Pi), Portoferraio (Li), Casentino (Ar), Valtiberina (Ar), Valdichiana (Ar), Orbetello (Gr), Pitigliano (Gr), Casteldelpiano (Gr), Figline Valdarno (Fi).
Dispiace ancora una volta scrivere che lo avevamo già detto. Che sapevamo e che conoscevamo, ma non ne avevamo la certezza, il piano di depauperamento e di lento depotenziamento degli ospedali di Barga e Castelnuovo.
Ora è il momento di chiedere chiarezza e di lavorare tutti insieme per avere in valle un ospedale con emergenza e pronto soccorso di primo livello; medicina di base; chirurgia di grande qualità; riabilitazione e almeno gli altri servizi primari.
Certamente l’assessore Scaramuccia saprà ben ragionare sul fatto che la Garfagnana e le Terre del Serchio sono zone impervie e di montagna e quindi chiudere il pronto soccorso potrebbe portare ad un pericoloso allontanamento della sanità e un tremendo e deleterio abbassamento della difesa e della qualità sanitaria.
Ora è il momento di alzare la mano e fare chiarezza e chiedere con fermezza cosa intende Firenze quando si parla di “sanità nelle nostre terre”. Se si tratta di difesa della salute o di difesa del bilancio.
Andrea Giannasi
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barganews
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7:51 am
Fintantoche la politica e la pubblica amministrazione continueranno a ragionare in termini aziendalistici sia per quanto riguarda gli stabilimenti produttivi (bellissimo termine per indicare i servizi al cittadino…) che gli stipendi del personale addetto agli stesssi non potremo aspettarci di meglio.
Chissà, forse funzionava meglio il vecchio sistema delle mutue…
12:00 am
Era ovvio che succedesse prima o poi…nonostante le rassicurazioni politiche ed i proclami di potenziamenti ed ospedali unici che in questi anni hanno cercato di offuscare le menti…Già a Barga il Pronto Soccorso non esiste più, relegato a punto di primo soccorso, anche se qualche politico urlava al potenziamento.
A leggere ciò che ha detto l’assessore alla sanità toscana mi sembra di risentire il vecchio assessore Chiti quando a Barga, durante la prima lotta per la difesa dell’ospedale, si prodigava nel cercare di dire le stesse cose…ed i risultati si sono visti…due ospedali portati alla lenta ma inesorabile morte. Quindi scusate, ma io non ho affatto fiducia in ciò che certi rappresentanti dicono…invece di stare a litigare sul dove fare o non fare l’utopico ospedale unico della Valle, e continuare nel penoso campanilismo sia da una parte sia dall’altra (ed in quest’ultimo tempo soprattutto dall’altra), sarebbe meglio che le forze politiche locali si unissero in un unica forza per salvare ciò che c’è rimasto, poco. ma ancora c’è. La guerra tra poveri è utilizzata dalla regione e dallo stato per portare all’impoverimento zone come la nostra.
Ora aspettiamo i nostri politici…ma ne abbiamo?
1:02 pm
Giusto.
Il mio pensiero di fondo è “meglio soli che male accompagnati”.
Forse non hanno del tutto torto alcuni leghisti del nord, l’indipendenza di un territorio potrebbe anche non essere un gran danno.
CI RIPRENDIAMO LA NOSTRA VALLE E MANDIAMO A QUEL PAESE IL RESTO DEL MONDO?
O, quanto meno, occupiamo i due ospedali e li difendiamo fino alla morte se necessario? Anche sequestrandone il personale?
Che poi, detto fra noi, penso che starebbe volentieri e spontaneamente….
2:34 pm
Come gia detto in precedenza i 2 pronto soccorso di Barga e Castelnuovo non servono a niente. La maggior parte delle urgenze viene portato anche dall alta garfagnana direttamente a Lucca o in altri ospedali fuori provincia. La ASL e le amministrazioni comunali si devono impegnare ora a sviluppare il sistema 118 garantire le emergenze e un numero maggiore di ambulanze, ma tutto questo ha un costo, togliere i volontari dai mezzi di soccorso e creare dei professionisti come in altre nazioni Europee. La misericordia del barghigiano grazie al Cavalier Baraglia ha creato dei posti di lavoro nel servizio ambulanza rendendola un fiore all occhiello del 118 lucchese.
7:47 pm
Ho 66 anni e da tempo aspettavo questa conclusione. Solo gli stupidi possono dire che ciò che accade oggi non fosse già scritto da oltre 40 anni. Da sempre la Regione ha avuto chiaro un programma, Ospedali al TOP a pisa, firenze, siena, gli altri, nei capoluoghi di provincia, come punti d’appoggio secondari e quelli come barga, castelnuovo, pescia, etc., dovevano scomparire come tali.
Quando venni a conoscenza di tale progetto erano gli anni ’80 e, nel frattempo, ho visto un appalto per costruire nuovi ospedali nel nome di una migliore ospedalizzazione ma che, in realtà funzioneranno da pronto soccorso a lucca, pistoia, versilia, etc., tagliando i posti letto.
Conclusione: i poteri forti sono a firenze, pisa e siena mentre il resto della toscana deve ubbidire. A Barga abbiamo avuto una vicepresidente della Regione Toscana, un sottosegretario più volte onorevole e senatore, un presidente di provincia ed, addirittura, una provincia con il più alto numero di assessori di barga. A cosa è servito? Abbiamo perduto ma, come disse il Sereni, a Barga “siamo sereni “.
Qualcuno si chiede se abbiamo avuto dei politici, certo che li abbiamo avuti: dovevano tenerci ” sereni ” mentre, i più furbi tra loro, in cambio hanno avuto le poltrone che si meritavano. Cosa ci rimane da fare? Un referendum: diventare un comune della provincia di Reggio Emilia o Modena oppure diventare una frazione del Comune di Firenze. Del resto la storia insegna.
8:54 am
Purtroppo hai ragione Costantino, e solo chi è in malafede può dire che non è vero quanto tu dici.
Passare con l’Emilia? Mah, non credo migliorerebbe molto…
Ma mandare a qual paese il resto d’Italia e fare da noi pensate veramente sia impossibile?
Questi sono gli effetti della globalizzazione. C’è poco da fare.
Sugli ospedali l’ho già espresso in merito al nuovo, mi starebbe anche bene che ce ne siano solo tre in Toscana, a patto di avere a non più di 20/25 km uno dall’altro dei pronto soccorso con gli attributi (giganti, patologici…) ognuno dotato di eliambulanza.
E’ il ps il punto nevralgico, non la degenza.
Se oggi a Castelnuovo si ha un’attesa media di 4/5 ore (a meno che non sei moribondo) domani a Lucca converrà morire prima per strada, altrimenti non ne esci prima di una settimana.
12:45 pm
La questione ospedali non e’ solo una questione Italiana o meglio della provincia di Lucca. Io vivo in una realta’ quella scozzese dove alcune aree sono distanti piu di un ora dall ospedale piu vicino. Qui e’ successa la stessa cosa, hanno potenziato gli ospedali maggiori e chiuso quelli piu piccoli e a dirvi la verita’ la gente e’ piu contenta perche’ vanno in centri altamente qualificati. Quello che e’ stato intensificato e’ il sistema di emergenza sanitario 999 che dispone di mezzi e attrezzature per far fronte a qualsiasi tipo di emergenza. Il servizio di emergenza sanitaria usufrusice di tutti mezzi militari e di polizia in caso di necessita’, spesso i paramedici salgono su elicotteri della marina, esercito, aeronautica e guardia costiera tutto a spese dello stato, questo e’ quello che in italia o in toscana si dovrebbe cercare di arrivare, un sistema di soccorso adeguato e professionale. Per quanto riguarda le attese al pronto soccorso e’ perche’ la gente ci si reca per le piu stupide cose creando scompiglio e attese lunghissime, certe cose possono essere risolte anche dai medici di famiglia. Esiste un sistema chiamato triage che l infermiere o il medico al ps mettono in atto per garantire l accesso piu rapido per i piu bisognosi. L ospedale unico o dei pronto soccorso in valle non ce ne e’ bisogno, Lucca gia ora offre un pronto soccorso molto qualificato.
8:45 am
Con tutta la simpatia che posso provare per la Scozia, non posso non far notare che esistono delle differenze tra la valle del serchio e la scozia che impongono delle scelte particolari: la possibilità di un terremoto è, forse, la più evidente.
Inutile ripercorrere la storia passata per lamentare la mancanza di politici che pensassero più ai problemi dei cittadini che ai loro voti: in momenti di vacche grasse si può accettare tutto ma, oggi, mi sembra che il popolo si stia accorgendo che non ci sono più soldi per mantenere una casta mentre mancano i servizi, pertanto sta dicendo alla casta che è finito il tempo in cui certi privilegi e, peggio, certi “furti” non sono più possibili mentre al cittadino manca tutto o quasi. La sanità è uno degli aspetti più importanti e mi chiedo: è giusto che vengano smantellati i punti di primo soccorso in zone che sono a rischio di terremoto, di difficile percorrenza, dove, anche per una nevicata, tutto si blocca?
Non oso pensare se a qualcuno fosse venuto un infarto a Piastroso tre giorni fa, tanto per fare un esempio, ma se un terremoto dovesse sconvolgere la valle che accadrebbe? E il futuro ospedale di Lucca, con posti diminuiti, peraltro, potrebbe far fronte al pronto soccorso? Ma di pensieri ne vengono a migliaia e non vedo che una cosa: esisteranno due categorie di cittadini, quelli che abitano in zone ben servite e quelli che sono a rischio. E’ giusto? E’ giusto che paghino le stesse tasse? E’ giusto che rischino la vita in modo diverso? Ovvio che chi potrà lascerà la valle per trasferirsi in luoghi più serviti. Qualcosa, però, dobbiamo fare e la prima cosa, abbastanza semplice, che mi viene in mente è di avere, almeno, i dottori di una volta, che si intendevano un po’ di tutto e sapevano far fronte alle prime cure. La modifica del corso di studi che non obbliga più allo studio della medicina generale mi preoccupa più dell’assenza di un pronto soccorso. Poi, con tutti i soldi che la Regione Toscana spende, chiediamo di far studiare una vera situazione di emeergenza nelle zone montane e nelle situazioni peggiori in modo da creare le stesse condizioni di assistenza a tutti i cittadini. Ove mancassero i soldi per studiare ed intervenire dovrebbe essere pacifico che chi ci rappresenta dovrebbe, intanto, dare segno di interesse per il cittadino rinunciando ai propri emolumenti e diminuendo gli appannaggi agli amici peri quali sono stati creati tutti gli enti doppi, tripli, quadrupli, esistenti nonché, ovvio, rivedere i compensi ai direttori delle varie ASL, etc. Proviamo a pensare a noi stessi ed ascoltiamo le risposte e, se non ci piacciono, abbiamo la forza di non eleggerli.
12:21 pm
Parole sante, le Tue ultime Costantino…
Il problema è che NOI NON LI ABBIAMO ELETTI: SI SONO NOMINATI DA SOLI!
E se anche Tu ed io smettessimo di votare (perchè è l’unica soluzione… allo stato attuale) basterebbe una minoranza che ci va, anche votando scheda bianca, perchè le autonomine si procrastinino ulteriormente.
E allora dobbiamo aver il coraggio di urlare che il sistema va cambiato.