Uniamoci per fondare il Festival del documentario intitolato a Gualtiero Jacopetti
Anticonformista, visionario, libero: Gualtiero Jacopetti è stato tra i principali protagonisti della stagione dell’oro del cinema italiano, anticipandone tecniche, contenuti e visioni. Forse per questo Jacopetti è stato volutamente dimenticato dalle principali manifestazioni cinematografiche, nonostante l’enorme successo di pubblico che i suoi film riscossero tra gli anni 60 e gli anni 70.
Ancora oggi le sue opere, da ‘Mondo Cane’ ad ‘Africa Addio’, da “Addio zio Tom” a “La donna nel mondo” colpiscono per l’assoluta modernità del linguaggio, per la capacità di mischiare generi diversi, con una grande attenzione alla sigla ed alla colonna sonora. Ha scritto in proposito il critico cinematografico Piera Detassis: «L’intuizione di Jacopetti fu quella di evitare il documentario piatto e fedele, utilizzando invece in modo spregiudicato il montaggio, sia visivo che sonoro, e marcando i toni sarcastici e ironici del commento fuori campo».
I suoi reportage non sono mai statri accomodanti, non hanno mai seguito le mode correnti: per questo, nonostante gli anatemi che ha ricevuto in vita il suo autore, hanno superato brillantemente l’usura del tempo.
Jacopetti è sempre rimasto molto legato a Barga, sua città natale, che così definiva: ” Casa mia è dove hanno vissuto i miei genitori, dove sono nato anchì’io. Appartengo alla Toscana, a quegli alberi, a quel mare, ai castagni sui monti e agli armadi pieni di quelle vecchie, carissime cose».
All the scenes you will see in this film are true and are taken only from life. If often they are shocking, it is because there are many shocking things in this world. Besides, the duty of the chronicler is not to sweeten the truth but to report it objectively
Nel corso della sua lunga vita spesso si è incrociato con altri due mostri sacri lucchesi: Mario Pannunzio e Arrigo Benedetti. Lo scrittore e giornalista Sergio Saviane lo definì «il padre spirituale dell’Espresso», ricordando come Jacopetti sia stato, dalla primavera del ’54 all’ottobre del ’55. il creatore e direttore del settimanale Cronache, esperienza davvero innovativa per la stampa periodica italiana da cui sarebbe derivato per filiazione diretta L’Espresso di Arrigo Benedetti, ereditandone praticamente tutto: formula, taglio e redazione.
Il travaso diretto coinvolse infatti molte future grandi firme del nostro giornalismo: Cesare Brandi, Gian Carlo Fusco, Fabrizio Dentice, Carlo Gregoretti, Cesare Zappulli e Bruno Zevi.
Come suoi concittadini vogliamo assumerci l’onore di tornare stabilmente a far vedere le sue opere, per questo proponiamo a tutte le istituzioni locali di organizzare un festival a lui intitolato, che oltre a curarne la retrospettiva, diventi un polo di attrazione naturale per tutti coloro che vogliano fare documentari d’autore in modo libero ed originale, come ha sempre fatto Jacopetti. Se vuoi darci una mano firma anche tu la petizione che trovi qui.
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“E’ stato un grande regista, un giornalista libero, e soprattutto un precursore in tutte le sue attività . La provincia di Lucca e Barga, sua città natale, lo ricorderanno con iniziative mirate a farlo conoscere ai più giovani ed a continuare così la tradizione dei documentari sull’attualità .
In modo particolare penso ad un festival sui documentari d’autore intitolato alla sua memoria, che sia il proseguimento ideale del Premio giornalistico Arrigo Benedetti, altro grande giornalista che stabilì con Barga un rapporto speciale”.
Così il senatore Andrea Marcucci (PD) ricorda Gualtiero Jacopetti, l’autore di “Mondo Cane”, morto a Roma nei giorni scorsi.
“Il regista ha sempre mantenuto rapporti con la sua città di nascita, dalla quale ha ereditato uno spirito sanguigno e libertario- prosegue il parlamentare- ha raccontato l’Italia degli anni sessanta, mettendo in luce tutte le sue contraddizioni.
Come suoi concittadini, prendiamo l’impegno di far circolare le sue opere e di costruire, grazie al suo nome, un polo di attenzione per tutti i giovani che si cimentano con i documentari”.
Su questo progetto e su Jacopetti abbiamo voluto sentire Marcucci. Ecco che cosa ci ha detto:
Aiutateci a realizzare questo progetto.
Per partecipare e mandare le vostre proposte, iscrivetevi al gruppo su facebook Inspired by Barga.
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(c) RIPRODUZIONE RISERVATA









barganews
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9:12 pm
Idea semplicemente meravigliosa.
Una nota: Jacopetti va “osservato” con gli occhi degli anni sessanta. Quello che fu scandalo all’epoca oggi in parte fa sorridere, ma è l’impianto narrativo, la sceneggiatura e la macchina da presa che fanno, per esempio, “Mondo cane” un capolavoro.
8:24 am
A terrific initiative for Barga. The idea of a film festival has long been discussed here, but without specific focus. Documentary is the perfect idiom, and an annual event devoted to it in Jacopetti’s birthplace is a superb way to honor the memory of this brilliantly imaginative filmmaker.
10:39 am
Bene, amici. Frank lo ha già fatto… Andrea, firma anche tu la petizione!!!
1:35 pm
In effetti, personalmente mi è sempre sembrato un caso piuttosto strano: specialmente negli ultimi anni, Barga è spesso prodiga di premi, riconoscimenti e commemorazioni per chiunque: indipendentemente dai meriti specifici o dalla consistenza degli eventuali contatti con il nostro territorio.
A Barga, Gualtiero Iacopetti ci è nato e ci ha vissuto prima di raggiungere la notorietà a livello a mondiale, influenzando con la sua opera generazioni di documentaristi, giornalisti e cineasti.
Speriamo che almeno dopo la sua scomparsa anche dalle nostre (e sue) parti venga fatto il possibile per ricordarlo e farlo conoscere anche ai più giovani.